Utenti in piscina (foto d’archivio)
Utenti in piscina (foto d’archivio)

La Spezia, 29 ottobre 2020 - L’esperienza è nata grazie all’impegno di un gruppo di amiche che, dopo la chiusura della piscina nella quale erano istruttrici, l’avevano rilevata, dando il la ad un’offerta unica sul suo genere, al di là della pratica sportiva: l’uso della struttura a fini del benessere e anche per scopi di ’riassestamento’ articolare dopo traumi e ictus. Fra gli utenti ci sono disabili, anziani, mamme in stato di gravidanza oltrechè frequentatori alla ricerca del mero relax. Questione di acqua calda, l’elemento qualificante della struttura, insieme agli accessi a misura di chi si muove con difficoltà. Così la piscina "Acquasmile" in via del Canaletto, anch’essa "vittima" del Dpcm. C’è amarezza fra le socie - Francesca Marino, Elisabetta Ricco, Alice Rolla, Cristina Nicolini e Rita Nardini - che, con grandi sacrifici, nel 2018 avevano dato il la all’impresa, dando vita ad un’associazione. "Abbiamo unito quello che da sempre ci tiene legate: passione, musica, gentilezza e esperienza. Acquasmile - dicono - è unica, unica come la nostra piscina, che in base alla tipologia di corso cambia la temperatura dell’acqua; grazie a questo, chi non può fare attività motoria a terra ha modo di sviluppare un allenamento completo, soddisfacente, a base di ginnastica dolce e musica. Ciò a misura di tutte le età, da 0 a 99 anni, come recita il nostro incipit. Per tenere via l’amicizia con i nostri utenti stiamo studiando la possibilità di realizzare corsi motori a distanza, via Internet. Ma è tutt’altra cosa...".
Lo sa bene chi frequenta la piscina non solo per piacere ma per bisogno. Come Tiziana Pieri, alle prese con la riabilitazione da un ictus. "L’esperienza della piscina si stava rivelando estremamente efficace. I progressi erano all’ordine del giorno. Purtroppo è arrivata la mazzata. Eppure tutte le misure di sicurezza anti-Covid erano garantite..." dice"Roberto Celi, compagno di Tiziana che era ricorsa ad Acquasmile là dove l’Asl non offre, nemmeno alla Don Gnocchi, una riabilitazione attraverso l’attività in piscina.
Corrado Ricci