Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)
Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)

La Spezia, 27 ottobre 2021 - Lui, ventenne, aveva avuto rapporti sessuali con la sua fidanzata che di anni ne aveva soltanto 13. Non solo, la ragazzina è rimasta incinta e nel luglio dello scorso anno è nato il bambino frutto della loro unione.

Per la legge italiana, i rapporti sessuali tra un ventenne e una tredicenne, anche se consenzienti come in questo caso essendoci una vera relazione sentimentale, non sono permessi. E’ reato. I servizi sociali del Comune della Spezia avevano infatti segnalato il caso e per il ragazzo, di origine dominicana e regolarmente residente alla Spezia (omettiamo di pubblicare le generalità a tutela del bimbo che è stato da lui riconosciuto) è scattata la richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di atti sessuali con minorenne (anche la ragazza è di origine dominicana), in base all’articolo 609 quater del codice penale. 

Il ragazzo, che ora ha 24 anni, è comparso ieri mattina davanti al giudice delle indagini preliminari Fabrizio Garofalo. Il suo avvocato difensore di fiducia, Maurizio Sergi, ha scelto di patteggiare una condanna che, col rito ordinario, sarebbe partita da un minimo di sei anni. Il legale ha chiesto e ottenuto la minore gravità del fatto, in quanto tra i due giovani c’era effettivamente una relazione sentimentale, con la nascita di un bambino dalla loro unione, quando la fidanzata aveva già compiuto 14 anni. I rapporti sessuali erano stati compiuti dal 2017 al febbraio 2018, quando appunto il ragazzo aveva 20 anni e la ragazzina appena 13. Il giovane, che era persente in aula al fianco dell’avvocato Sergi, ha patteggiato due anni col beneficio della sospensione condizionale della pena. 

La relazione tra i due adesso è finita, ma ad unire il ragazzo che ha 24 anni e la ragazza che è ancora minorenne (ha 17 anni) resta comunque il bambino che ha compito un anno a luglio e, come detto, è stato regolarmente riconosciuto dal papà.