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3 ago 2022

Hotel San Pietro, i lavori vanno per le lunghe "Fate presto per il borgo e il turismo di élite"

La proprietà, dopo gli annunci promettenti, non si pronuncia. Ma la prospettiva è quella dell’apertura nella primavera del 2024

3 ago 2022
Un operaio. ieri al lavoro nel cantiere della locanda San Pietro
Un operaio. ieri al lavoro nel cantiere della locanda San Pietro
Un operaio. ieri al lavoro nel cantiere della locanda San Pietro
Un operaio. ieri al lavoro nel cantiere della locanda San Pietro
Un operaio. ieri al lavoro nel cantiere della locanda San Pietro
Un operaio. ieri al lavoro nel cantiere della locanda San Pietro

La moltitudine che ha assediato le ’bocche’ di Porto Venere per la piscina naturale, dopo due anni di stop forzato causa Covid-19, ha visto la solita scena: gru svettante al cielo e ’vestito’ tagliato su misura. Così il cantiere della Locanda San Pietro. "Possibile che i lavori siano ancora in corso?" domanda ricorrente tra bracciate in mare, salti a terra e musica a bomba. Domande con ancoraggio: nel dicembre del 2017, all’atto del primo sopralluogo di Michele Denegri dopo aver staccato l’assegno da 6 milioni di euro per rilevare l’immobile all’asta in Tribunale dopo 27 anni di abbandono, gli annunci ai media indicavano nella primavera del 2020 l’apertura della struttura turistica tarata sui vacanzieri d’élite. E ora? La proprietà, incalzata, non si pronuncia. I suoi rappresentanti, danno appuntamento in sito a settembre per un tour interno all’edificio off limits. Nel cartello di cantiere non c’è traccia di data di fine lavori. Fervono però all’interno della porzione che si affaccia su via Doria, nell’attesa di mettere mano ai corpi di fabbrica sul retro. Anche l’amministrazione civica non si lancia in deadline. Ma le voci che si rincorrono nel borgo portano alla primavera del 2024 l’apertura dell’Hotel a Cinque, Terre: trenta camere con piscina (sul tetto) e vista sull’isola Palmaria, il promontorio di San Pietro e, due volte all’anno, sulla piscina naturale. "In poco meno di due anni il borgo tornerà a godere del complesso ricettivo, consolidando il richiamo verso il turismo di élite" dice Giovanni Dotti, detto il ’sindaco’ della calata, ben introdotto ai piani alti di palazzo civico. Le ragioni degli annunci-flop? "Uno è stato sotto gli occhi di tutti: l’emergenza Covid. L’altro è costituto dagli scavi archeologici voluti dalla Soprintendenza". Impossibile documentare, con rilievi a vista, le "emersioni". Vire l’altolà. Di certo sono affiorate mura medioevali meritevoli di vincolo e ...

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