Giovanni Allevi
Giovanni Allevi

Spezia, 11 dicembre 2018 - Del suo ‘Equilibrium – Christmas tour’... la ‘data zero’. Il pianista e compositore Giovanni Allevi, sarà il grande protagonista del concerto - che dà il ‘la’ al lungo percorso - in programma domani sera, alle 21 al Teatro Civico, affiancato dall’Orchestra Sinfonica Italiana.
Non ci sveli il segreto, ma che tipo di isola è, quella dove è fuggito per comporre la musica di ‘Equilibrium’? 
«Era un luogo semplice alla periferia di una piccola città, dove la desolazione si alternava ad un paesaggio a tratti sublime. Credo che ognuno di noi debba trovare dentro di sé un’isola segreta, in cui poter essere totalmente se stessi». 
L’equilibrio per Allevi è come lo spiegava Einstein... sull’andare in bicicletta? 
«Sì, è come fare il surf sulle onde della vita, in un continuo bilanciamento dinamico. Ma dopo aver cercato l’equilibrio, inaspettatamente ho fatto pace col mio squilibrio interiore. In realtà siamo tutti troppo controllati, osservati, giudicati. Perdere l’equilibrio, abbandonare schemi già noti, può essere un modo per rigenerarsi».
Che itinerario proporrà agli spettatori? 
«Affronteremo un viaggio nel presente, nelle nostre vite, passando dalla malinconia alla gioia sfrenata. Invece, attraverso le melodie natalizie, ritroveremo le nostre radici, per rivivere l’incanto della festa più bella del mondo». 
Da cosa è stato ispirato nelle sue due ultime composizioni inedite? 
«Come negli ultimi anni, sono animato dal sogno di un rinnovamento della tradizione classica, attraverso la composizione di opere complesse e misteriose, che prendono le distanze dall’eccessiva semplificazione del pop e del minimalismo. Questa nuova musica raggiunge la mia mente nei momenti più disparati». 
Come ha scelto, fra le tante, le canzoni di Natale da proporre? 
«Il medley di musiche natalizie verrà eseguito per la prima volta proprio alla Spezia. Ho scelto di riproporre, in una versione per pianoforte e orchestra, le più belle di sempre». 
A qualcuna è particolarmente legato? 
«Il medley contiene anche un esperimento di etno-musicologia: ‘Tu scendi dalle stelle’ verrà infatti eseguita con la ciaramella, uno strumento tradizionale antenato dell’oboe, che tutti almeno una volta abbiamo sentito. Sarà un’esperienza iper popolare, che va a risvegliare la memoria collettiva». 
Il Natale ha un significato particolare per lei? 
«Resta una festa dal profondo significato teologico. Come in nessun altro credo religioso, Dio entra nel mondo nella forma del più indifeso degli uomini: un neonato. Il giorno di Natale? Interromperò il tour per due giorni, così da passarlo con la mia famiglia». 
Il regalo che vorrebbe ricevere sotto l’albero?
«Vorrei che nel mondo, e soprattutto in Italia, si potesse tornare a sperare in un futuro migliore, ad avere fede. Credo che un nuovo rinascimento sia alle porte». 
Due estati fa incantò gli spezzini ai piedi del castello di Lerici. Cosa ricorda di quel concerto e di quella giornata? 
«La serrata tabella di marcia dei concerti, non mi permette di soffermarmi, ma vi assicuro che l’incanto dei luoghi spezzini e il caloroso affetto del pubblico mi sono rimasti nel cuore».