Il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori
Il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori

Capalbio (Grosseto), 13 agosto 2018 - «Io non ho nulla contro il turismo naturista, questo sia chiaro, e credo anche che su un litorale lungo dodici chilometri come quello di Capalbio una zona riservata ai nudisti si possa senza dubbio trovare. D’altra parte, però, deve essere chiara anche un’altra cosa: una volta che dovesse essere individuata un’area, i naturisti dovrebbero restarci all’interno. Mi sembra un’elementare regola di civile convivenza e di rispetto di tutte le esigenze e delle diverse sensibilità di chiunque frequenti la spiaggia». E’ il pensiero di Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, territorio che ormai deve rassegnarsi a vivere sotto la lente di ingrandimento che alla fine ingigantisce tutto ciò che al suo interno si muove. Quando non è la querelle «migranti sì-migranti no» tocca alla storia della (finta) povera che chiede l’elemosina sulla spiaggia libera, oppure i rflettori si accendono – e siamo ad oggi – sui turisti in costume adamitico che l’ex sindaco Gastone Franci si è trovato di fronte passeggiando insieme alla nipotina sul litorale.

«Caro Bellumori – ha scritto l’ex collega un tantino risentito –, ma lo sai chi frequenta le nostre spiagge? E soprattutto come le frequenta?». E sarebbe partita anche una segnalazione alla Capitaneria. «Sì, però Franci ha detto pure che i nudisti c’erano già al tempo del suo mandato – dice Bellumori –, la differenza può stare nel fatto che adesso il loro numero è aumentato, questo non saprei dirlo. In ogni caso ho già incontrato i responsabili di alcune associazioni, fra cui quelli di Unilazio, e sto anche esaminando la delibera della giunta del Comune di San Vincenzo che ha istituito una zona di arenile riservata ai naturisti. Può essere una soluzione, forse la più semplice e veloce da adottare. Ma serve equilibrio». E quando parla di equilibrio il primo cittadino intende due o tre cose che, fra l’altro, dice «di aver già spiegato anche ai naturisti che ho incontrato in questi giorni». Due o tre, semplici e chiare. «In dodici chilometri di spiaggia una zona credo si possa trovare senza grandi problemi – dice Bellumori –, però avendo tre soli accessi per tutto il litorale non sarà possibile riservare uno spazio molto vicino ad uno dei soli tre sentieri di ingresso. Poi, una volta destinato un tratto di arenile a questo tipo di turismo, è ovvio che il nudismo sarà consentito solo al suo interno. E non voglio sentir parlare quindi di ghetto, perché si tratta solo di dover conciliare due esigenze: consentire ai nudisti di stare sulla spiaggia e, d’altro canto, consentire a chi non ama questo tipo di attività di frequentare altrettanto tranquillamente il litorale».

E non meno chiare sono le parole che Bellumori usa per «fotografare» la situazione attuale. «Al momento – dice il sindaco – non ci sono zone dove è consentito il nudismo, per cui se qualcuno dovesse essere trovato così svestito in spiaggia sarà passibile di una sanzione. I controlli ci sono e ci saranno. Sarebbe un po’ come lamentarsi perché vogliamo viaggiare in auto in città a 100 all’ora invece che a 50 sostenendo che in fondo i limiti non li rispetta nessuno».