Anni di maltrattamenti in famiglia: il figlio litiga con il padre per il gatto, lo picchia e finisce in carcere

Un 46enne dà in escandescenze e si rifiuta di indossare il braccialetto elettronico: ora è dietro le sbarre

Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

Grosseto, 3 febbraio 2024 – Voleva cacciare di casa il gatto del padre. Lui, 46enne grossetano, di fronte al no del genitore, ha scatenato una rabbia incredibile. Tanto da colpirlo al volto con un pugno e costringerlo a chiudersi in camera per scappare alla sua furia cieca. L’uomo è stato portato in carcere. Il giudice Cecilia Balsamo aveva disposto l’allontanamento dalla casa del genitore a non meno di 500 metri, con il braccialetto elettronico. Ma lui si è rifiutato di indossarlo e allora è stato portato in carcere.

La situazione è precipitata circa un mese fa quando l’anziano è stato costretto a chiamare la polizia. Gli agenti delle Volanti lo hanno trovato fuori dalla porta. Poco prima era stato raggiunto al volto da un pugno, era impaurito e scosso. E nell’occhio aveva anche un grosso livido. Era stato picchiato dall’uomo che in passato aveva avuto anche gravi problemi di droga. L’anziano si era impaurito ed era uscito di casa, ma per la prima volta aveva chiesto l’aiuto della Polizia che con una volante si era diretta verso la casa dell’uomo. Solo a quel punto l’anziano ha deciso di denunciare il figlio, ormai esasperato dai continui maltrattamenti subìti.

Il 46enne qualche tempo fa era già stato nei guai per aver maltrattato la madre, adesso defunta, e anche la ex compagna. Il padre lo aveva ripreso in casa da qualche anno, senza mai denunciare i soprusi a cui andava incontro, nella speranza che cambiasse atteggiamento. La giudice aveva disposto per il 46enne l’allontanamento dalla casa del genitore a non meno di 500 metri, con il braccialetto elettronico. Ma lui si è rifiutato ed è stato quindi condotto in carcere.