Gregge attaccato dai lupi a Grosseto, l’allevatore: “Senza tutele, costretti a chiudere”

La testimonianza di Antonello Contena, allevatore di 900 pecore, raccolta dal Comitato Resistenza Pastorale. L’appello alla politica: “Mettere in atto le deroghe già esistenti per il contenimento dei lupi, per permettere di lavorare con dignità”

Antonello Contena

Antonello Contena

Campagnatico (Grosseto), 16 giugno 2024 – Due attacchi di lupi nel giro di poche settimane. E’ la denuncia di un allevatore di pecore nel grossetano. L’ultimo episodio è di ieri mattina, 15 giugno, dopo le 8.30, quando ad avere la peggio sono stati una pecora in lattazione e un montone. Grazie all’intervento dei cani da guardia, i due animali se la sono cavata con solo ferite da morsi. Due settimane fa, invece, una pecora è sopravvissuta all’attacco di un lupo, ma non allo stress post-traumatico che ne è derivato, a causa del quale si sarebbe reso necessario l’abbattimento.

“O iniziamo a contenere i lupi, oppure molte aziende, compresa la mia, chiuderanno nel giro di qualche mese” è il grido disperato di Antonello Contena che, insieme al fratello, alleva 890 pecore in Località Granaione nel Comune di Campagnatico. A raccoglierlo è il Comitato resistenza pastorale che riporta la sua storia. La pecora e il montone feriti ieri avrebbero riportato delle conseguenze non di poco conto: la prima non riesce più a produrre latte e il secondo ha iniziato a comportarsi in modo anomalo e a isolarsi dal gregge. 

“Ad ogni attacco le pecore vittime spesso perdono il senno e anche la salute mentale del pastore ne risente gravemente – si legge in una nota del comitato – Quest’ultimo aspetto è stato trattato nel 2022 nello studio “Face aux loups” – in italiano “Di fronte ai lupi” – dove i due studiosi francesi del laboratorio Agir (Agroecologies, Innovations, Ruralities) presso il centro Inrae (Institut National de Recherche pour l’Agriculture, l’Alimentation et l’Environnement) Occitanie-Toulouse, Antoine Doré, ricercatore di sociologia, e Frédéric Nicolas, borsista post-dottorando in sociologia, spiegano come ‘tra gli effetti dichiarati della presenza dei lupi domina l’ansia’ e come ‘la presenza dei predatori si manifesta spesso come un’esperienza traumatica, personale, persino intima’. Gli agricoltori o i pastori che subiscono i primi attacchi sono sopraffatti da una sensazione di solitudine di fronte a questa minaccia”.

Al centro di questa sensazione, ci sarebbe la tanto discussa mancanza di tutele che gli allevatori chiederebbero allo Stato, come misure di contenimento, così come la carenza di risarcimenti

Di fronte all’ennesimo episodio, il Comitato Resistenza Pastorale torna a chiedere a gran voce “alle istituzioni, alla Regione Toscana e alla Vicepresidente Stefania Saccardi, di mettere in atto le deroghe già esistenti per il contenimento dei lupi. Queste deroghe possono aiutare concretamente i pastori e gli allevatori a continuare il loro lavoro con dignità. Un lavoro fatto di sacrifici e rinunce, ma al quale ogni pastore è profondamente legato”.