Si chiama Durim Mema. Ha 46 anni anni ed è di origine albanese. Da più di venti vive a Grosseto con la famiglia. Ed è il portavoce della comunità musulmana in provincia di Grosseto. Qualche giorno fa è stato ospite della trasmissione "Dritto e Rovescio" su Rete 4. La discussione era la situazione delle donne e la loro sottomissione da parte delle comunità musulmane. Ma lui è stato chiamato perchè da anni si batte contro queste violenze e soprusi, nonostante sia un musulmano praticante. . Mema è stato chiaro: "Il Corano non dice questo - ha iniziato - Purtroppo ci sono persone ignoranti e radicalizzate che credono all’inferiorità della donna. La maggior parte dei musulmani che lavorano come operai non hanno studiato, hanno abbandonato le montagne e sono arrivate in Italia per lavorare. Ma queste persone non hanno niente a che fare con l’Islam. Dove la donna ha gli stessi diritti dell’uomo". Un messaggio importante, quello di Durim Mema, che da anni si batte in maremma contro la radicalizzazione soprattutto delle idee. "Siamo ospiti di questa terra - ha detto - e vorrei far capire a tutti che l’unica strada da percorrere è quella dell’integrazione". Niente oggetti da comandare dunque, ma persone. In provincia di Grosseto la comunità musulmana conta oltre 10mila persone. Durim Mema ha deciso di uscire allo scoperto e di iniziare a fare una serie di proposte per integrare la sua gente - anche quella più radicalizzata - con un messaggio di pace e serenità. "La chiusura del luogo di culto in via Trieste a Grosseto è stata giusta - aggiunge - Purtroppo però a Grosseto la Moschea non c’è. Chiediamo la possibilità di avere un luogo dove pregare, magari in periferia". Mema ha anche altre proposte. "La nostra comunità non ha nemmeno un cimitero dove farsi seppellire. Abbiamo l’esigenza che il corpo deve essere sepolto in direzione della Mecca. Molte persone non hanno i soldi per tornare nelle nostre terre. Credo che una comunità debba considerare anche questo tipo di servizio. Ci sono in Maremma anche cimiteri per i cani, non vedo perchè una comunità come la nostra non debba avere un diritto del genere". Poi chiude con due appuntamento. "Domenica prossima ci sarà la festa del "Sacrificio" di noi musulmani. Saremo al palazzetto di via Lago di Varano dalle 7 consegneremo la carne ai bisognosi. Di qualsiasi etnia e religione". ma la comunità musulmana, per la prima volta in Italia, è stata invitata, sempre domenica prossima, alla Cittadella dello Studente, alla "Festa del pane". "Porteremo i nostri prodotti tipici". Perchè integrazione, per Mema, significa anche condivisione.
CronacaDurim Mema: "Servono cimitero e moschea"