Domani sarà la giornata della contestazione. Le palestre da una parte – anche se ad aprire i battenti in contrasto con la legge dovrebbe essere solo la GimFive – e i ristoranti dall’altra. In tutta Italia, infatti, è prevista la manifestazione spontanea di quei ristoratori che hanno perso la pazienza e che, appunto, domani...

Domani sarà la giornata della contestazione. Le palestre da una parte – anche se ad aprire i battenti in contrasto con la legge dovrebbe essere solo la GimFive – e i ristoranti dall’altra. In tutta Italia, infatti, è prevista la manifestazione spontanea di quei ristoratori che hanno perso la pazienza e che, appunto, domani dopo le 18 apriranno comunque i propri locali offrendo pietanze a possibili avventori. Ma anche in questo caso l’adesione in Maremma dovrebbe essere bassa, perché tutte le associazioni di categoria e anche i movimenti più estemporanei nati su Facebook si stanno dissociando. Confesercenti Grosseto, ad esempio, preferisce insistere sul tema ‘ristori’. "La disobbedienza civile che qualcuno vorrebbe mettere in atto venerdì (domani, ndr) può avere conseguenze pesanti non solo sul piano legale – dice Massimiliano Mei (foto) , presidente provinciale Fiepet Confesercenti – ma anche su quello sanitario. La pandemia in Italia e in Maremma c’è, è un fatto incontrovertibile. Per cui ritengo più intelligente insistere perché se si ci fanno stare chiusi ci diano ciò che è giusto per far campare noi e i nostri collaboratori piuttosto che dare seguito a una disobbedienza che ha poco senso". "Il settore è stremato – dicono da Confcommercio Grosseto - servono subito misure aggiuntive in grado di dare certezza agli imprenditori e adeguato ristoro alle perdite imposte alle loro aziende. Continueremo a lavorare incessantemente per ottenerle garantendo agli imprenditori il massimo dell’ascolto e del supporto. Comprendiamo la frustrazione di molti colleghi, ma violando la legge si rischia un boomerang contro l’intero settore".