Cento milioni di promesse. La strana storia del Gallo

Dalla maxi-clausola sul contratto del Toro, al prestito secco dalla Roma

I numeri a volte possono essere più pesanti delle responsabilità e diventare un fardello ingombrante da portare, fino a schiacciare. Soprattutto se la tua valutazione raggiunge i 100 milioni di euro e poi confessi, anni dopo, di essere stato consigliato male. Almeno all’inizio. Andrea Belotti si appresta ad affrontare il proprio passato, quello che probabilmente gli ha provocato le emozioni più grandi: il Torino. Perché quando indossi il granata, salì al colle di Superga per le celebrazioni dell’incidente aereo che in un lampo cancellò la squadra più forte del mondo, le sensazioni ti scuotono da dentro. Se poi sei capitano e citi a voce alta, uno a uno, gli Immortali, sarai sempre legato a quei colori. Anche se le strade si sono interrotte in modo brusco, come nessuna delle due parti avrebbe voluto. Ma il calcio non fa sconti e soprattutto va veloce senza tenere conto dei sentimenti. Quando un amore è stato grande, altrettanto enorme è il dolore per la separazione traumatica. Belotti dovrà per la prima volta imparare a convivere con queste sensazioni, dando tutto per la Fiorentina, come sta facendo. Anche se dall’altra parte c’è il suo passato che non dimenticherà mai.

Nel mezzo, un gemellaggio storico come quello tra viola e granata, che non verrà mai meno anche dopo un gol del Gallo. Magari sotto la ’Maratona’. A Firenze ora è scoppiata la Gallomania. A Torino l’antiGallo fobia. Il pallone segue logiche proprie. E’ bello anche per questo. Ma anche crudele.

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