Leonardo Pinzauti
Leonardo Pinzauti

Firenze, 19 novembre 2015 _ Con la scomparsa di Leonardo Pinzauti, avvenuta oggi a 89 anni, se ne va un pezzo di storia della critica musicale e de La  Nazione al tempo stesso. Dalle colonne del  nostro giornale infatti aveva recensito opere e concerti per quasi mezzo secolo a partire dal 1963. Un periodo in cui un pezzo di critica occupava la maggior parte della pagina degli spettacoli. A Firenze, un articolo di Pinzauti su un avvenimento musicale era atteso con trepidazione dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Parole che potevano suscitare piacere o dissenso al tempo stesso, ma anche chi era in disaccordo con le valutazioni del critico sapeva che venivano pronunciate con una competenza che proveniva da studi musicali rigorosi.

Pinzauti si avvicinò all'arte del violino con Vincenzo Papini e Alessandro Materassi suonando nell'Orchestra del Maggio Fiorentino. Al tempo stesso nacque la passione per il giornalismo, lasciando una forte impronta nella professione come direttore responsabile del Il giornale del Mattino, dal 1960 al 1963, e da critico musicale de La Nazione e de Il Nuovo corriere. Fu anche condirettore della Nuova rivista musicale italiana e dal 1993 al 1996 è stato presidente dell'Associazione nazionale critici musicali. Infine è stato anche vicedirettore del Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze dove insegnava storia della musica.

In anni come quelli di oggi in cui la critica musicale è ridimensionata, se non scomparsa, nell'ambito della carta stampata, l'esempio di Pinzauti rimane a maggior ragione importante. Perché nei suoi scritti, raccolti anche in libri a partire da quello monumentale sul Maggio Musicale Fiorentino, convivono una forte base musicale e la competenza di raccontare e descrivere la musica stessa. Nella platea del Teatro Comunale (come alla Scala e in altri teatri in Italia e all'estero) la sua presenza trasmetteva autorevolezza e i suoi pareri erano sempre ascoltati con attenzione. Altri tempi, non c'è dubbio. Ma durante i quali, grazie alla sua lezione, è stata data una forte spinta a tanti che sarebbero poi diventati giornalisti e operatori del settore. Nel segno del piacere di raccontare la musica e di viverla fino in fondo.

Michele Manzotti