Firenze, 15 ottobre 2018 - Parla in francese, ma se la cava già piuttosto bene anche con l’italiano. E poi l’inglese, certo, senza trascurare tracce importanti di spagnolo per non dimenticare le origini di una parte della famiglia. Chiedere in quale lingua potrebbe essere più facile intervistare Kevin Mirallas è un po’ come cercare di limitarne in modo definitivo il ruolo in campo. Esterno di fascia, spiegano in fretta siti specializzati in tattica e moduli di gioco. Ma non è così. Anzi. La chiacchierata con il giocatore belga arrivato dall’Inghileterra (Everton) rivoluziona il concetto. E in un certo senso serve a chiudere in anticipo eventuali opzioni di mercato mirate a cercare un’alternativa di Simeone.

Dunque, Mirallas, iniziamo da qui: in estate ha scelto la Fiorentina. Ma sapeva che nel 4-3-3 viola, con Chiesa, l’arrivo di Pjaca e la mancata cessione di Eysseric, per lei il posto sarebbe scarseggiato?

"Ho giocato con questo schieramento tattico sia in Francia che in Inghilterra, lo conosco molto bene. Ovvio, io posso giocare come esterno offensivo destro, sinistro o anche attaccante centrale. Sì, sono pronto a stare anche in mezzo, al centro. Il fatto che il possa interpretare più ruoli rende tutto più semplice anche per l’allenatore. Di sicuro io sono qui per provare a giocare il più possibile: il campionato è solo all’inizio e le occasioni non mancheranno".

Rimaniamo un attimo sulla questione: magari, Pioli le ha già parlato anche di questa soluzione tattica...Che rapporto ha con l’allenatore?

"Pioli sto imparando a conoscerlo, è un allenatore che lavora in maniera molto determinata sul campo, senza risparmiare una goccia di sudore e, di riflesso, i suoi giocatori danno sempre il massimo sul campo. Anche per questo ci siamo trovati subito, perché condividiamo questa filosofia. Parla molto coi giocatori. Ha visto fin dall’inizio che ho messo a disposizione la mia esperienza della squadra e che continuo a dare sempre il massimo con l’obiettivo di aiutare la squadra".

Esperienza, la sua, targata Inghilterra, almeno nel recente passato: è stato complicato il ’salto’ in Italia?

"Il campionato italiano è molto difficile, c’è grande intensità in ogni gara, ci sono tantissimi duelli individuali. La tattica, qui, è un aspetto preponderante, mentre nelle mie esperienze precedenti non era mai stata così decisiva. Sì, qui è tutto molto molto differente rispetto al calcio che conoscevo io ma non nascondo che tutto ciò mi piace tantissimo".

Il suo contratto dice: la Fiorentina è il presente, l’Everton (forse) il futuro. Corriamo avanti di qualche mese: la ritroveremo in Italia o in Inghilterra?

"Il mio più grande obiettivo è quello restare in viola, di convincere la dirigenza a riscattare il mio cartellino perché vorrei continuare a lungo questo mio percorso. Penso solo ad essere protagonista in questa stagione per dimostrare di essere all’altezza della situazione. La Fiorentina è una società assolutamente perfetta per me, al pari della città, bellissima e accogliente, con me e con la mia famiglia. Qui è tutto “super” ed io sono pronto a far vedere che sono nel posto giusto: non vivo questa esperienza come un momento di passaggio, per me è un traguardo straordinario".

Sembra già molto... fiorentino... e non solo perché indossa la maglia viola...

"Bello no? (sorride ndr). E qui, con me, c’è mia moglie Christelle e i miei due figli: Juan, che va già a scuola, e la piccola Julia".

Firenze, scelta condivisa con la moglie, oppure solo un’opportunità decisa dal caso?

"La famiglia per me è qualcosa di importantissimo, è quello che viene prima di tutto. Prima di dire sì alla Fiorentina avevo avuto anche delle offerte estere, in mete….diciamo pure esotiche. Ma ho detto no, ringraziando, proprio perché volevo che la scelta fosse fatta insieme alla mia famiglia. Non avrei potuto scegliere una destinazione non gradita a loro, ma in Firenze e nella Fiorentina abbiamo trovato la soluzione ideale".

Casa Mirallas è in centro o in collina?

"Ma si può dire?".

Non l’indirizzo, per carità...

"Abbiamo scelto di vivere... a 15/20 minuti di distanza dal centro sportivo, individuando un angolo della città che riteniamo perfetto per le esigenze della nostra famiglia".

Dalla famiglia al tempo libero: il suo passatempo preferito?

"In teoria mi piacerebbe riuscire a fare tante cose..., ma quando hai due figli non è sempre facile. Cerco di trascorrere la maggior parte, se non la totalità del mio tempo libero con loro".

Diciamo così: se dovesse avanzarle un weekend che le piacerebbe fare?

"Mi piace molto il golf, anche vederlo, ma non lo pratico. Ho visto che nei dintorni di Firenze ci sono diversi campi da gioco, ma quello che manca è semmai il tempo anche solo per imparare".

Magari, se fra i suoi compagni di spogliatoio c’è qualche altro che gioca...

"Non ne ho idea, magari mi ha dato un’idea e... sì, un buon avversario potrei davvero trovarlo tra i compagni di squadra".

Decide di organizzare una cena a sorpresa: chi invita?

"E’ sicuramente vero che parlo più facilmente con i giocatori francofoni, per via della stessa lingua, ma ho rapporti ottimi con tutti. Detto questo, il gruppo è assolutamente unito. Siamo ragazzi gentili, educati e divertenti. Anche per questo mi sono inserito bene fin dall’inizio. Magari, se c’è da fissare per una cena fuori..., ci ritroviamo con quelli che hanno figli, in modo tale che anche le nostre mogli possano, coi bimbi, passare una serata piacevole".

Parliamo della Fiorentina: giusta la classifica attuale?

"Siamo stati protagonisti di un buon inizio di stagione. In casa abbiamo vinto tutte le partite giocate ed è importante sia per noi che per i tifosi. In trasferta abbiamo giocato contro tre grandi avversari e nonostante la squadra abbia fatto il massimo, contro Napoli, Inter e Lazio non siamo riusciti a vincere. Con una vittoria in più di certo la classifica sarebbe stata perfetta, soprattutto per quanto prodotto in campo. Questa squadra merita di migliorare sempre di più".

E magari sognare le coppe europee?

"Questa è una squadra che vuole arrivare il più in alto possibile in classifica: una qualificazione in Europa League per tutti noi, anche per i nostri tifosi, sarebbe magnifica, ma non dobbiamo lasciarci distrarre da troppi obiettivi. Dobbiamo continuare a giocare pensando a vincere sempre, una partita alla volta e nella seconda parte della stagione cominceremo a fare un po’ di valutazioni e pensare così più bello specifico. Dobbiamo sistemare ancora dei dettagli per puntare alla perfezione".

E’ arrivato lei alla Fiorentina e Ronaldo alla Juventus: ok, che effetto le fa avere CR7 fra gli avversari nella sua prima stagione da italiano?

"Io penso che la Juventus sia sempre stata una squadra fortissima, con Cristiano Ronaldo si è assicurata uno dei giocatori più forti al mondo, ma la squadra che mi interessa è la Fiorentina e tutto il resto non mi tocca".

Hai capito, Mirallas. Parli di Juve, di bianconero e subito ecco la risposta da... fiorentino. Che parla poco l’italiano, è vero, ma che se la cava bene con almeno altre tre lingue. Proprio come in campo.

(Ha collaborato Francesca Bandinelli)