Annalisa Casali
Annalisa Casali

Firenze, 9 ottobre 2016 - «Avendo appreso dai quotidiani che il signor Gabriele Cerbioni avrebbe reso dichiarazioni negando manovre particolari, si ritiene necessario specificare che, così come gli altri familiari, non abbia reso alcuna dichiarazione al riguardo a nessun personale sanitario, a nessun inquirente e a nessun organo di stampa». Il compagno di Annalisa Casali, la mamma di 36 anni morta dopo aver dato alla luce un figlio all’ospedale di Careggi, così come gli altri membri della famiglia, non ha mai parlato dopo la tragedia. Ma il modo in cui il legale suo e di tutta la famiglia, avvocato Vannucchi, rompe il rispettabile silenzio tenuto finora, rimette in discussione ciò che dall’ospedale si erano affrettati a smentire con fermezza riferendo anche quanto avrebbe detto Gabriele: e cioè che non ci sia stato alcun ‘aiutino’ per far nascere il piccolo Samuele, primo figlio di Annalisa Casali, responsabile di ‘Adecco’ a Prato, deceduta a causa di un’emorragia addominale dopo l’asportazione della milza.

Tutto è in divenire, dunque. Ufficialmente, il compagno di Annalisa, benché si tratti di un testimone a tutti gli effetti (era presente al parto) non è stato ancora sentito dagli iniquirenti e quindi non ha ancora reso alcuna dichiarazione formale. Lo farà nei prossimi giorni, con ogni probabilità direttamente davanti al pubblico ministero Leopoldo De Gregorio, titolare del fascicolo per omicidio colposo aperto subito dopo la pubblicazione su La Nazione della notizia del dramma.

Fino alla mattina di martedì, infatti, la procura fiorentina non aveva ricevuto alcun atto riguardante il decesso della donna. Eppure all’ospedale di Careggi si erano già mossi autonomamente, effettuando ‘in proprio’ il cosiddetto riscontro diagnostico, una sorta di autopsia mirata a capire il motivo della morte della puerpera.

La successiva autopsia, quella disposta dalla procura ed effettuata dal medico legale Brunero Begliomini davanti ad uno stuolo di consulenti ingaggiati dai sei indagati, ha dovuto necessariamente tenere conto dell’accertamento già effettuato. Tuttavia, sono stati effettuati altri tipi di approfondimenti, e per quei risultati serviranno ancora diversi giorni. Ma c’era pure l’esigenza di restituire la salma alla famiglia, per consentire di poter eseguire le esequie rimandate quando la procura ha deciso di indagare sulla Maternità di Careggi.

Ieri pomeriggio a Maliseti, periferia di Prato, una folla commossa di parenti, amici e conoscenti ha dato il doloroso addio ad Annalisa Casali. Ma la speranza di sapere cosa le è accaduto non è ancora sepolta.