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Mobilità green e airbnb. Il Q4 cambia faccia

Da area periferica a contrada cosmopolita: la trasformazione vissuta dalla zona

Mobilità green e airbnb. Il Q4 cambia faccia

Un rione che cambia faccia. Mobilità green, air bnb che spuntano come funghi, un’ampia scelta di fastfood. Poi anche i supermercati, una rete capillare di trasporti pubblici. Sembrano lontani i tempi in cui l’Isolotto era un quartiere esclusivamente popolare e di internazionale aveva ben poco. Le cose cambiano e con loro anche i rioni: è la famosa gentifricazione, e non sta risparmiando neanche uno degli ultimi baluardi identitari della città.

Se l’arrivo di Starbucks, colosso di Seattle leader nel fastfood delle colazioni, sembra esserne un’altra conferma in realtà sono anni che il rione si sta lentamente trasformando e modernizzando. Già con l’arrivo della tramvia, il quartiere si avvicinò astrattamente al centro. Firenze era sempre lì, ma sembrava meno lontana. Era il 14 febbraio del 2010 e le quattro fermate della nuova linea videro passare per la prima volta il tram sui binari. Da quel giorno, Talenti Batoni, Sansovino e Paolo Uccello divennero nodi di collegamento nevralgici non solo per il quartiere ma per l’intera città. I collegamenti e le infrastrutture hanno creato quel terreno fertile per il proliferare degli affitti brevi. E così anche all’Isolotto sono arrivati i turisti, anche quelli stranieri.

Se uno l’avesse raccontato al circolo di San Bartolo a metà anni 80 probabilmente sarebbe stato preso per pazzo, ma a confere la tendenza ci sono anche i dati, e dimostrano una crescita progressiva di questo tipo di locazioni, che ha contribuito ad aumentare anche i prezzi delle case.

Trend incentivato anche dalla tramvia, che notoriamente fa volare il mercato immobiliare. Gli appartamenti e i fondi distribuiti sulle linea (soprattutto fuori dall’area Unesco), hanno infatti visto aumentare le quotazioni a metro quadrato fino al 15% del loro valore, con punte del 25. E anche l’Isolotto non si è salvato, passando dai 1.000/ 1.300 euro a metro quadro di qualche anno fa ai 2mila/2.500 di oggi.

Ma non solo tpl, anche mobilità green. Il rione ha infatti visto l’inaugurazione di diverse piste ciclabili prima su tutte quella nella centralissima via Canova a inizio dell’anno scorso. La pista è lunga quasi un chilometro e larga due e mezzo. la maggior parte della tratta è separata dalla sede stradale. Un investimento di un milione di euro che collega il percorso ciclabile di via del Cavallaccio-via Signorelli con la pista di via Pio Fedi e prosegue fino all’Argingrosso. Quasi tre chilometri il percorso totale.

Insomma un quartiere che si è trasformato, da ultimo con l’arrivo dei fastfood: prima il Mc su viale Talenti, poi quello su viale Nenni. Dopo spuntò il Burgerking, ora è stata la volta di Starbucks.

Gabriele Manfrin