Da destra, Andrea Ceccherini, Laurene Powell Jobs e Russlynn Ali (foto Germogli)

Firenze, 8 novembre 2018 - Laurene Powell Jobs, fondatrice e presidente di Emerson Collective, vedova di Steve Jobs, è stata grande protagonista dell'incontro al cinema teatro Odeon di Firenze, ospiter di Andrea Ceccherini e dell'Osservatorio Permanente Giovani-Editori.

Laurene Powell Jobs è uno dei grandi ospiti dell'Osservatorio. Di recente sono passati da qui il presidente mondiale di Google, Eric Schmidt, il fondatore di WhatsApp, Jan Koum, il ceo della 20th Century Fox, James Murdoch, e il ceo di Apple, Tim Cook.

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Intervistata dalla giornalista Maria Latella, Powell Jobs ha parlato soprattutto di istruzione. Non sono mancati riferimenti all'attualità, come quello alla marea umana di migranti diretta verso gli Usa: "Il presidente (Donald Trump) usa la paura, come lui stesso dice pubblicamente, per spaventare le persone, per dividere, e lo fa in modo efficace per far sì che il suo elettorato lo voti", ha detto.

"Quando ho letto 'Il quotidiano in classe' ho pensato che è un progetto da portare negli Stati Uniti, perché i nostri studenti ne hanno bisogno", ha detto la vedova di Steve Jobs, cofondatore di Apple. Agli oltre 800 studenti in platea ha ribadito: "Credo che tutti gli studenti qui oggi debbano pensare a loro stessi come un faro di luce: cioè, dovete pensare di essere il centro che deve attirare altre persone. Voi avete il beneficio di questo programma che dovete condividere con tutti quelli che vi stanno attorno, in modo da toccare altri, perché tutti gli studenti italiani devono avere una mente critica, devono essere saggi, capire quelli che sono i fatti e quelle che sono le fake news".

Dal canto suo, Andrea Ceccherini ha aperto l'incontro spiegando che "non si cresce con l'affronto, si cresce col confronto" e "aprirsi alle ragioni dell'altro è un modo per andare più a fondo alle cose e per cominciare un vero esercizio democratico di cittadinanza". Nell'epoca delle fake news, ha detto Ceccherini rivolgendosi agli studenti in platea, "non arrendetevi all'idea che sia il fact-checking a dirvi ciò che è vero e ciò che è falso. Usate quella testa che avete sulle spalle per capire il più possibile da soli, sviluppando quello spirito critico che rende veramente indipendenti e liberi, ciò che è qualcosa di vero, distinguendo da ciò che invece è evidentemente falso".