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La guerra dei trasporti. Ncc attaccano Salvini: "In crisi un settore da 40 milioni di euro"

Il decreto anti abusivismo è contestato dalle associazioni di categoria. Artusa di ‘Sistema Trasporti’: "Sono a rischio 4mila posti di lavoro".

In Toscana, il giro di affari degli Ncc è di circa 150 milioni di euro l’anno

In Toscana, il giro di affari degli Ncc è di circa 150 milioni di euro l’anno

Contrastare l’abusivismo degli Ncc. È questo l’obiettivo, sulla carta, con cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e quello degli Interni, guidati rispettivamente da Matteo Salvini e Matteo Piantedosi, hanno dato vita in sinergia a un decreto interministeriale che introduce il nuovo foglio di servizio elettronico per il noleggio con conducente (Ncc). Al momento, però, quello che il documento ha ottenuto è una forte resistenza dalle associazioni di categoria, che pochi giorni fa si sono riunite a Firenze e hanno indetto uno sciopero nazionale per il prossimo 12 dicembre.

In Toscana, il giro di affari degli Ncc è di circa 150 milioni di euro l’anno, di cui 30/40 milioni solo a Firenze. Un settore che in città conta un centinaio di licenze, e 4mila posti di lavoro tra autisti, personale degli uffici, personale delle rimesse e delle officine. Lavoratori (e famiglie) che secondo Francesco Artusa, presidente di ‘Sistema Trasporti’, associazione che rappresenta la maggioranza degli Ncc del Paese e buona parte degli operatori di bus turistici privati, saranno gravemente danneggiati dalle nuove norme. "Tecnicamente i ’decreti Salvini’ mettono fuori legge gli Ncc – spiega Artusa –. È un’attività legalmente morta".

L’entrata in vigore della normativa è prevista più o meno in concomitanza con l’inizio del nuovo anno. Le principali modifiche introdotte riguardano "le informazioni obbligatorie che ogni operatore Ncc dovrà inserire nella piattaforma elettronica, come i dati del conducente, quelli del committente, l’orario di inizio e di termine del servizio, il luogo di partenza e di arrivo e la targa del veicolo utilizzato", continua Artusa. "Un ’dossieraggio’ tecnicamente impossibile da svolgere durante l’orario di lavoro – tuona ancora – e molto pericoloso, perché si obbliga i conducenti a collegarsi tramite telefono ai server di stato per annotare i chilometri ogni volta che scende un passeggero".

L’aspetto più contestato dalle imprese riguarda però "l’introduzione di una pausa obbligatoria di venti minuti tra una corsa e quella successiva qualora la partenza del viaggio non avvenga presso la rimessa. Questo è inconcepibile - continua Artusa –, per raggiungere lo scopo Salvini vara un atto incostituzionale e che mina la sicurezza stradale". Solo quattro anni fa la Consulta demolì proprio "il pilastro principale dei nuovi decreti, ovvero il rientro in rimessa dopo ogni servizio, e oggi ci riprovano". Un Ncc, aggiunge, non può stazionare "su suolo pubblico quindi, in attesa che passino quei 20 minuti per poter iscrivere il nuovo servizio sul foglio elettronico, l’Ncc non potrà attendere per strada se non vorrà rischiare il fermo del veicolo fino a otto mesi".

Per Firenze, e per tutte le città a vocazione turistica, c’è poi il blocco dell’intermediazione che di fatto rende impossibile ricevere prenotazioni da hotel, agenzie di viaggio e tour operator. "Tutto ciò danneggia noi, i turisti che vengono a Firenze e le stesse strutture ricettive – chiosa Artusa –. Chiaramente queste misure hanno in realtà un solo e unico obiettivo: quello di favorire la categoria dei taxi e affossare la nostra". Per tali motivi quindi il 12 dicembre andrà in scena "uno sciopero a Milano, Firenze, Torino, Roma, Napoli e Palermo, con cortei e picchetti per mandare un messaggio a Salvini e a tutte le forze politiche", conclude Artusa.

Pie.Mec.