Gualserio Zamperini, 64 anni, storico consocio del "Gran Caffè San Marco"
Gualserio Zamperini, 64 anni, storico consocio del "Gran Caffè San Marco"

Firenze, 23 gennaio 2020 - Tre indizi fanno una prova, si dice e Gualserio Zamperini, 64 anni, consocio del "Gran Caffè San Marco" che affaccia sulla piazza un po’ di timore che qualcuno ce l’abbia con lui, lo avverte. La notte scorsa, dopo le 3, i ladri sono entrati nel bar dopo aver forzata la saracinesca e "si sono portati via 4 bottiglie di liquori, 2 ipod, un dolce, cioccolate e caramelle, niente dalla cassa, non c’erano soldi".

Il problema è che l’ultimo episodio arriva dopo il ‘knock out’ subito dallo stesso Zamperini la notte tra l’8 e il 9 gennaio: furto alle 2,30 nel locale, spariti fondo cassa, una cassetta di spiccioli e un paio di bottiglie dopo la rottura di una porta a vetri che affaccia su via Cavour. E soprattutto dopo l’aggressione subita da Zamperini tre ore e mezza più tardi, poco prima delle 6, in via Spontini: in due affrontarono il commerciante uscito di casa e – nonostante la sua reazione – "mi portarono via l’orologio Breitling da 6mila euro". Indaga la polizia, con la Scientifica. Visionati i filmati delle telecamere: ladri a volti scoperti, veri impuniti. Gli stessi? Forse. Forse maghrebini.

C’è un nesso con la doppia strana coincidenza di giorni fa? Con l’incarico diplomatico di Zamperini, console onorario della Tunisia? Problemi di visti, rimpatri, qualcosa connesso con l’attività per la comunità tunisina in Toscana, quella in carcere compresa? "No, nessun problema, organizzo eventi e spettacoli italiani in Tunisia, ho contatti con i mille nostri imprenditori che hanno impiantato aziende laggiù. Solo il dispiacere che mi ha dato un’associazione che qui sistema gli extracomunitari. Per aver detto che un ragazzo non è adatto nel porsi al pubblico mi hanno dato di razzista. A me, che non ho preclusioni, che non do il diserbante in giardino per non uccidere lumache e bruchi, figuriamoci...

Zamperini è stato ricevuto due volte dal questore Armando Nanei ("Mi ha promesso massimo impegno, lo ringrazio, io ho molto rispetto delle forze dell’ordine, credo che prenderò il porto d’armi") ha scritto un messaggio al sindaco Nardella, che gli ha risposto. "Ci si sente in balia – dice Zamperini – non giova certo buonismo, ma la sicurezza non è di destra, né di sinistra. Il fatto è che questi malviventi capiscono solo i mezzi drastici dei loro Paesi d’origine. Io mi sento più sicuro a Tunisi che qui dove c’è una legislazione permessiva e iper garantista".
 

Franco Marinoni e Aldo Cursano, direttore e presidente di Confcommercio, hanno detto: "Il sistema di controllo, prevenzione e repressione dei crimini deve essere adeguato alle nuove esigenze della città. La sensazione di essere bancomat della criminalità è terribile per gli imprenditori". Cursano: "Vivo quest’atto come una ferita al vivere civile. I locali sono su strada per offrire servizio pubblico, non per essere esposti all’illegalità".
giovanni spano
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