Duccio Dini
Duccio Dini

Firenze, 3 luglio 2020 - "Abbiamo subito la più tragica delle scomparse, fin dal primo momento siamo stati abbracciati da un'intera comunità, gli Amici di Duccio, le Istituzioni della città e della Regione e di tutti i nostri concittadini. Il primo pensiero, dopo la sentenza di condanna contro chi ci ha ucciso Duccio è di ringraziamento a tutti coloro che hanno rispettato i silenzi che hanno accompagnato il dolore che viviamo ogni giorno, facendoci sentire parte di qualcosa, la comunità degli amici di Duccio, fiorentini e toscani".

E' quanto scrive la famiglia di Duccio Dini in una lettera aperta dopo la conclusione del processo, con 5 condanne e due assoluzioni, con una pena massima di 25 anni e 2 mesi di reclusione, per la morte del 29enne fiorentino travolto il 10 giugno 2018, a Firenze, mentre era fermo a un semaforo di via Canova, da un'auto coinvolta in un inseguimento tra famiglie rom del campo nomadi del Poderaccio.

"Non esiste vendetta, esiste una Istituzione chiamata Giustizia, che gestita dalla Procura della Repubblica di Firenze, dal procuratore capo Creazzo al pm Coletta ed anche al pm Pestelli ha lavorato senza sosta per arrivare alla condanna di chi ha ucciso il nostro Duccio anche grazie al prezioso lavoro dell'Arma dei Carabinieri - si legge nella lettera aperta firmata dal padre Luca, dalla madre Beatrice e dalla sorella Arianna Dini - Un pensiero di gratitudine viene da noi rivolto anche alla Corte d'Assise che ha emesso una sentenza tanto importante per chi non c'è più come il nostro Duccio, ma anche per tutti coloro che restano e, crediamo, possano così avere fiducia nelle nostre Istituzioni".

"Abbiamo avuto la prova che i silenzi, l'aver voluto evitare strumentalizzazioni, l'aspettare che la giustizia facesse il suo corso naturale, ci abbia unito ancor di più come famiglia, come Associazione Duccio Dini e come Comunità fiorentina, toscana e italiana - continua la famiglia del giovane - Ultimo pensiero di ringraziamento ai nostri legali ed anche alla stampa, che nonostante la nostra riservatezza ha sempre seguito con rispetto e grande attenzione la vicenda del nostro Duccio. Il senso civico ed il senso di giustizia hanno accompagnato ed accompagneranno il dolore, la vicinanza della comunità e di così tante persone ci ha ripagato anche con la sentenza di condanna".