Don Milani, battaglia sull’archivio. Rigettato il ricorso della Fondazione

Il presidente Burberi lo aveva presentato dopo l’ordinanza di gennaio: resterà alla famiglia Gesualdi

Don Milani, battaglia sull’archivio. Rigettato il ricorso della Fondazione

Don Milani, battaglia sull’archivio. Rigettato il ricorso della Fondazione

di Nicola Di Renzone

L’archivio di don Milani deve restare alla famiglia Gesualdi. Il tribunale di Monza ha rigettato anche il ricorso che la Fondazione Don Lorenzo Milani, tramite il suo presidente Agostino Burberi, aveva presentato contro l’ordinanza dello scorso 19 gennaio, con la quale lo stesso tribunale aveva già deciso in merito alla causa che vedeva contrapposti la Fondazione, da una parte, la moglie la figlia di Michele Gesualdi, Carla Carotti e Sandra Gesualdi, dall’altra, stabilendo che l’archivio dovesse rimanere alla famiglia Gesualdi. Nella nuova ordinanza vengono ribadite dal giudice le motivazioni della precedente. Vi si legge, ad esempio, che il tribunale ritiene "che il reclamo proposto sia infondato, condividendosi in pieno le motivazioni che hanno indotto il giudice della prima fase a rigettare il ricorso proposto dalla Fondazione Don Lorenzo Milani". Anche in questo provvedimento si fa riferimento, come elemento importante, alla donazione di parte dell’archivio effettuata, da parte della famiglia Gesualdi, alla Fondazione nel Maggio del 2019.

La nuova ordinanza entra anche nel merito della questione, affermando: "Se è vero, infatti, che la Fondazione – si legge – è stata costituita nell’anno 2004 e che giammai ha avuto la materiale detenzione di tale archivio, manca in atti ogni collegamento materiale pregresso con la res, neppure indicata quale facente parte del patrimonio costitutivo dell’ente". Secondo Sandra Gesualdi: "Questo mette la parola fine a una storia di una tristezza e di una volgarità inaudite – commenta –. A un fratricidio intrapreso nel centenario di don Milani contro la memoria di Michele Gesualdi e dello stesso don Milani, del quale non ho capito il senso". Opposta, chiaramente, la lettura del presidente della Fondazione, Agostino Burberi: "Sono dispiaciuto di questo ulteriore respingimento delle nostre richieste da parte del Tribunale. Forse non siamo riusciti a spiegarci e non hanno capito le nostre ragioni, e quindi ci vedremo costretti ad aprire la via più lunga, alla quale pensavamo di non ricorrere, che è quella di una nuova causa civile davanti al Tribunale di Firenze".

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