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15 mag 2022

L’Empoli non fa sconti

Con la Salernitana è partita vera. Bonazzoli risponde a Cutrone: 1-1

tommaso carmignani
Sport
Gli applausi di Liberato Cacace e Filippo Bandinelli alla fine della partita
Gli applausi di Liberato Cacace e Filippo Bandinelli alla fine della partita
Gli applausi di Liberato Cacace e Filippo Bandinelli alla fine della partita

di Tommaso Carmignani

Che botte. Talmente tante, forti e date bene che alla fine neanche la Salernitana se la sente di lamentarsi. Perché i granata, un po’ come un pugile suonato che sa di aver fatto di tutto per mettere al tappeto l’avversario, sono i primi ad uscire dal campo con la consapevolezza che un risultato del genere è comunque utile e positivo. La salvezza matematica non arriverà nemmeno con le sconfitte di Genoa e Cagliari, ma per come è andata la gara del Castellani – e anche al netto del rigore sbagliato da Perotti – questo è un punto che alla formazione di Nicola può e deve andare bene. Perché gli azzurri, salvi da una settimana e con la mente sgombra, prendono la partita nella maniera migliore: giocando, pressando, attaccando. Una prestazione pratiamente perfetta per 75 minuti, una lezione di calcio che Andreazzoli infligge a Nicola puntando sul fraseggio e sulla qualità, sistemando Verre a tutto campo e rispolverando Cutrone al fianco di Pinamonti.

La differenza è soprattutto là in mezzo, dove la qualità di Asllani e soprattutto Verre mandano in tilt il robusto centrocampo granata. I campani si affidano ai lanci lunghi per Djuric, ma quando gli azzurri dialogano al centro sfondano quando vogliono. Il gol di Cutrone – che in avvio si era divorato un’occasione clamorosa – è un capolavoro di calcio e di stile, un’azione in verticale tutta di prima da vedere e rivedere fino alla noia. La Salernitana soffre, non trova le misure, sbuffa e tentenna, ma qualche qualità ce l’ha. Sostenuta da oltre 6mila tifosi, la formazione di Nicola ha nella fisicità di Djuric, unita a quella dei mediani e dei difensori, quel grimaldello utile a scardinare la difesa azzurra sui calci piazzati. E’ così che i granata creano pericoli nel primo tempo, ma il loro allenatore, che non è uno sciocco, capisce che non può bastare e così nella ripresa toglie Lassana Coulibaly per riportare Radovanovic davanti alla difesa.

I granata alzano il baricentro con l’intento di osare di più, ma così facendo prestano il fianco alle occasioni azzurre in contropiede. L’Empoli – ed è questo il vero cruccio della formazione di Andreazzoli, ovvero quello che impedisce a Pinamonti e soci di chiudere e vincere la partita – è però incredibilmente svagato e distratto là davanti. Le palle gol sono almeno quattro, ma tutte vengono più o meno fallite prima da Cutrone, poi da Bandinelli, infine da Bajrami e Verre. E così, picchia e mena, la Salernitana pareggia. Vicario, che in due occasioni precedenti era stato addirittura miracoloso su Bonazzoli e Djuric, perde il pallone su un corner di Verdi e così facendo favorisce la rovesciata dello stesso Bonazzoli, che da un passo fa 1-1. Il Castellani, che per tre quarti è granata, diventa improvvisamente una bolgia e poco dopo potrebbe esplodere definitivamente quando Romagnoli stende Mahamadou Coulibaly in area. Dal dischetto si presenta Perotti, ma stavolta Vicario e perfetto e para. Nel finale c’è ancora tempo per un paio di occasioni, la prima di Bajrami e la seconda di La Mantia, che da un passo prova ad imitare Bonazzoli in rovesciata. Palla alta e tutti sotto la Maratona a prendersi gli applausi dei tifosi. Per la partita e per la salvezza.

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