Carabinieri
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Castelfiorentino, 17 febbraio 2020 - Un incrocio pericoloso. Ma non si parla di viabilità, in questo caso. No. Si parla di sguardi che si incontrano, magari di qualche parola di troppo e poi giù botte, come se il mondo finisse in quell’istante. E’ quanto accaduto ieri nel primo pomeriggio a Castelfiorentino nella zona del Parco urbano. Lì era in corso una vera e propria festa nel segno dello sport, dell’agonismo ma anche dello stare insieme. Un quadretto da incorniciare, anzi da immortalare come fatto dal primo cittadino Alessio Falorni lì, nella mattinata, per salutare i partecipanti alla corsa campestre promossa dalla Polisportiva Il Giglio. Del resto, complice anche il sole e il cielo azzurro, sembrava quasi primavera. E in tanti hanno deciso di uscire di casa per concedersi una passeggiata in quella zona della città.

Insomma, una meraviglia se non fosse che a un certo punto, non lontano da dove grandi e piccini erano impegnati a correre il più velocemente possibile, è scoppiata una lite. Una lite assai violenta tant’è che i due contendenti si sono messi le mani addosso: uno di loro ha rimediato alcune escoriazioni poi fatte medicare e refertare da personale medico. Il parapiglia, a quanto pare legato a questioni familiari e a legami finiti male, ha visto coinvolte due famiglie albanesi, con ognuno dei due contendenti a difendere ‘l’onore’ della propria casata "con coltelli e mazze da baseball" secondo un testimone che racconta anche di "persone impegnate a cercare di dividere i due". Il tutto nei pressi del palazzetto dello sport, "mentre c’erano tutte le attività sportive dei bambini, le manifestazioni. Roba da ciucchi". Sulla quale faranno chiarezza i carabinieri che non avrebbero accertato la presenza di armi: i due sono stati ascoltati a lungo in caserma per cercare di ricostruire l’accaduto.
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