REDAZIONE EMPOLI

La scarpa resta in affanno. Alla fiera il banco di prova. Sotto la lente la ripresa

A Riva del Garda la più rilevante mostra dedicata al volume calzaturiero. Occasione per i buyer e gli espositori per scoprire i prodotti più apprezzati .

La scarpa resta in affanno. Alla fiera il banco di prova. Sotto la lente la ripresa

Un banco di prova con la filiera della moda in forte rallentamento: gli appuntamenti fieristici sono termometri fondamentali per capire l’evoluzione dei mercati e se qualcosa sta cambiando. Expo Riva Schuh è la più importante fiera internazionale dedicata al volume calzaturiero - settore importante della filiera della pelle che ha in Fucecchio uno dei centri propulsivi del Valdarno – che chiude oggi.

Oltre alla fiera internazionale di riferimento per la calzatura, anche Gardabags, hub di aziende specializzate in pelletteria e accessori, che si svolge al Polo Fieristico di Riva del Garda per presentare la collezione primavera-estate. Expo Riva Schuh & Gardabags accoglie oltre 1000 espositori, con 41 paesi rappresentati tra le aziende espositrici, e molti visitatori provenienti da oltre 100 paesi diversi. Non solo uno spazio espositivo, ma anche un motore di ispirazione e condivisione per l’intera comunità industriale presente a Riva del Garda. Ci sono infatti attività specifiche come interazioni, momenti di discussione, workshop e colloqui con esperti sulle prossime tendenze per calzature e pelletteria. Un’occasione sia per i buyer che per gli espositori, un modo per scoprire i prodotti più apprezzati dai consumatori in vista della prossima primavera-estate 2025, ma anche per trovare spunti e idee per proporre novità future e diventare protagonisti del settore moda.

E della ripresa. I dati di preconsuntivo presentati da Assocalzaturifici alla vigilia dell’ultimo Micam evidenziavano ancora criticità diffuse per produzione ed export. Inoltre, a soffrire – e il trend continua, come dimostra la crisi della moda in tutta la regione - non sono più soltanto i produttori a marchio proprio, già fortemente ridimensionati nell’ultimo decennio, ma anche i partner produttivi dei grandi marchi, colpiti dal crollo degli ordinativi in atto con picchi del -30%. Gli stessi sindacati del Comprensorio, poche settimane fa, avevano lanciato l’allarme che senza una inversione di tendenza e, soprattutto, senza ammortizzatori sociali per sostenere le aziende, si rischia di arrivare a licenziamenti e chiusure di attività. Insomma disperato bisogno di misure straordinarie. La crisi potrebbe essere un tornado in grado di portare via con sé quel know-how che è sempre stato un vanto del distretto.

C. B.