Proteste contro la villa di Prandelli, i 45 residenti che portano l’ex ct al Tar: “Quel cancello è a ridosso di Boboli”

L’ex allenatore della Nazionale e della Fiorentina nel mirino per la sua abitazione a Firenze. Il ricorso di un gruppo di abitanti del borgo sui colli: "Incompatibilità paesaggistica dei lavori"

Cesare Prandelli, 66 anni, e la villa della discordia

Cesare Prandelli, 66 anni, e la villa della discordia

Firenze, 3 aprile 2024 – Tra Cesare Prandelli e Firenze c’è un grande amore, vicendevolmente ricambiato. I tifosi della Fiorentina gli stringono la mano e si mettono in posa accanto a lui per un selfie in onore alle stagioni in cui ha raggiunto la Champions League. E lui, stregato da questi luoghi dal giorno del suo arrivo, ha scelto la collina più suggestiva della città, sulla riva sinistra dell’Arno, per stabilircisi, anche dopo aver chiuso l’esperienza con la Nazionale azzurra e, dopo la seconda parentesi in viola, forse anche con il calcio. Ma 45 agguerritissimi vicini del Bobolino – così si chiama il borgo, confinante con il noto giardino, che fa da cerniera tra l’abitato entro le mura e i bastioni del vicino Forte Belvedere e l’inizio della campagna – non vogliono che Prandelli apra un cancello lungo una di queste strade su cui insistono i terreni in cui, da qualche anno, ha iniziato la ristrutturazione di un casale di oltre 200 metri quadri.

Il varco è stato autorizzato da Palazzo Vecchio e dalla Soprintendenza. All’ex ct azzurro serve come secondo ingresso rispetto a quello principale, collocato sull’incantevole via San Leonardo, per far entrare i mezzi agricoli nel futuro orto, mezzi che altrimenti si muoverebbero male in un punto piuttosto scosceso.

Ma all’ok delle amministrazioni, il plotone dei vicini si è opposto con un ricorso al Tar: il cancello, si legge nell’atto depositato dall’avvocato Agostino Zanelli Quarantini, andrebbe a rompere il tipico muretto che costeggia la strada, deturpando il paesaggio, e provocherebbe un incremento del traffico su questa collina così delicata, anche dal punto di vista geologico. "Irreversibile compromissione dei valori paesaggistici e culturali tutelati e degli elementi di unicità del luogo", sostengono i ricorrenti. Prandelli, tramite il suo legale, l’avvocato Francesco Vessichelli, non commenta. Però il 17 aprile, il Tar affronterà la questione del suo cancello.

L’ex allenatore ha avviato l’iter per i permessi nella primavera del 2023. Dopo aver appreso del progetto, un nutrito gruppo che abita nella zona si è mosso per bloccarlo. "Dall’esame degli atti è emerso immediatamente che la compatibilità paesaggistica del progettato intervento è stata valutata dalle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo in modo affrettato e contraddittorio – si legge nel ricorso al Tar –. Ha destato, in particolare, molta preoccupazione la facilità con la quale la Soprintendenza ha ritenuto di superare, in esito a una modifica progettuale del tutto parziale e fondata su asserzioni e motivazioni erronee, i profili di incompatibilità paesaggistica che erano stati rilevati e contestati in termini perentori in sede di preavviso di rigetto dalla stessa Amministrazione". Il progettista incaricato dall’ex ct, aveva in mente un intervento che prevedeva lo spostamento di quattro cipressi. Invece, la Soprintendenza ha detto sì al nuovo ingresso ma con precisi vincoli: che nasca un cancello "dalle forme semplici e lineari" con una rampa "totalmente di terra naturale".