Aereo militare, cabina di pilotaggio
Aereo militare, cabina di pilotaggio

Firenze, 5 dicembre 2021 - La fantascienza si è sbizzarrita sulle misteriose sparizioni di aerei, ma anche di navi, avvenute nell’Atlantico settentrionale, al largo del Golfo del Messico, soprannominato il ‘Triangolo delle Bermude’. Il primo caso fu quello di una squadriglia di 5 aerei torpedinieri Tbm Avenger durante un volo di addestramento: partirono dalla Florida e non fecero mai più ritorno.

Sparirono dai radar il 5 dicembre 1945, durante un’esercitazione della Marina Statunitense, e nessuno seppe più nulla di loro. La Squadriglia 19 era decollata da Fort Lauderdale, l’esercitazione era iniziata senza intoppi e le condizioni meteo erano buone. Tutto procedeva secondo programma se non fosse che, dopo due ore di volo, da un momento all’altro, la squadriglia risultava scomparsa nel nulla, insieme a tutti i 14 aviatori. A questa tragedia ne seguì subito un’altra, a distanza di pochi minuti: anche uno dei due Mariner che si erano immediatamente alzati in volo per cercare i dispersi e dare soccorso non fece più ritorno. Persero la vita i 13 membri dell’equipaggio: una petroliera riferì di un’esplosione in cielo. Gli investigatori conclusero che i membri del Volo 19, disorientati, affondarono in acque agitate quando i loro velivoli avevano terminato il carburante, mentre il Pbm fu vittima di un guasto meccanico. Ma negli anni successivi questa versione ufficiale della Marina venne contestata, e fu allora che iniziò il mito del triangolo delle Bermude.

I misteri che rendono quel lembo di mare tra i più noti e temuti al mondo, furono alimentati da altre misteriose sparizioni: nell’arco di un anno, sempre nella zona del ‘Triangolo maledetto’, la stessa sorte toccò a due Avro Tudor IV della British South American Airways, tra il 1948 e il 1949. Nel dicembre 1948, sparì un Dc- 3 in volo fra Portorico e Miami con 32 passeggeri a bordo, e il 28 agosto 1963 due aerei-cisterna Kc 135 Stratotanker della Us Air Force, si suppose in una collisione. Ma frammenti riaffiorarono a distanza di 160 km l’uno dall’altro.

Non solo aerei, nel ‘Triangolo del Diavolo’ scomparvero anche alcune navi: la Uss Grampus, scuna partita da St. Augustine e affondata nel 1843 poco lontano da Charleston; la Mari Celeste, un violatore di blocco, affondato nel 1864; la Ellen Austin, una sorta di relitto dato per scomparso nel 1881 con la ciurma; l’Uss Cyclops (AC-4), la nave da rifornimento della Marina degli Stati Uniti, in rotta da Barbados a Norfolk, scomparsa dopo la partenza il 4 marzo 1918 con un equipaggio di 309 persone; la Carroll A. Deering, scuna a cinque alberi costruita nel 1919, trovata abbandonata vicino a Capo Hatteras nel 1921; la Ss Cotopaxi, scomparsa sulla rotta fra Charleston e L’Avana, nel 1925.

Se gli ufologi hanno avanzato l’ipotesi che le sparizioni fossero da imputare agli extraterrestri, nel corso degli anni, per spiegare questo fenomeno, sono state formulate altre teorie pseudoscientifiche, che fanno riferimento a inusuali anomalie magnetiche, alle ‘onde selvagge’ alte fino a 30 metri , a una porta dimensionale che ‘assorbe’ tutto ciò che la attraversa, oppure alla presenza di strati di metano che imprigionerebbero aerei e navi. Per la maggioranza degli studiosi, gli incidenti in quella zona non sarebbero significativamente superiori alla media. Ma al di là della statistica, e dell’aura paranormale che ha alimentato libri e film, diverse navi e aerei furono effettivamente ingoiati dal nulla in quella zona prossima all’Equatore, col loro carico di vite, senza mai più essere ritrovati.

Se alcuni resoconti degli incidenti, riportati in modo parziale o distorto, possono essere stati manipolati in modo da far apparire i fenomeni ‘inspiegabili’, piuttosto che essere ricondotti a cause naturali, è pur vero che, dei cinque aerei torpedinieri, sono rimasti messaggi che lasciano poco spazio all’immaginazione. Come quelli del pilota Taylor che, in risposta al tenente Fox, che affermò: “Entrambe le mie bussole sono andate (…) sono sopra la terraferma ma è interrotta, sono sicuro di essere alle Keys ma non so a che altitudine e non so come raggiungere Fort Lauderdale …”. Mentre le comunicazioni si facevano sempre più disturbate, la base ricevette stralci di conversazioni tra gli allievi: “Sembra che stiamo entrando in acque bianche … siamo completamente perduti”.  Cosa stesse realmente accadendo in quegli attimi così concitati, nessuno l’ha mai saputo con certezza. Cosa ancora più strana, Taylor era un pilota esperto, che aveva sorvolato quei cieli numerosissime volte: com’era stato possibile che, proprio lui, di punto in bianco, si fosse cacciato in quell’assurda situazione, nel bel mezzo di una semplice esercitazione a pochi chilometri dalla costa?

Il contesto è essenziale, e molti, convinti che quest’ampia fetta di mare non sia tra le più pericolose del pianeta, puntualizzano che le sparizioni avvenute, riguardarono mezzi militari e sarebbero tutte riconducibili tra la prima e la seconda guerra mondiale. Eppure un nuovo misterioso fenomeno è avvenuto di recente, a maggio del 2017, sempre nel triangolo maledetto dell’oceano Atlantico. Questa volta a far perdere le proprie tracce è stato un aereo con a bordo non dei soldati, ma una semplice famiglia di quattro persone. Erano di ritorno da una vacanza a Porto Rico verso la Florida, quando il veivolo, di punto in bianco, è scomparso nel nulla, nonostante alla guida ci fosse un pilota esperto di 52 anni del New Hampshire, che prima della tragedia non lanciò nessun allarme. Insieme alla nota imprenditrice americana Jennifer Blumin, sul bimotore viaggiavano i suoi due figli di 2 e 4 anni. E per venire ai nostri giorni, il 28 dicembre 2020 sempre quel ‘maledetto’ triangolo di mare è stato interessato da un’altra sparizione, questa volta ai danni un’imbarcazione di civili, che quel giorno aveva lasciato le Bahamas con circa 20 persone a bordo. Sarebbe dovuta arrivare in Florida il giorno successivo, ma è sparita nel nulla. Le pattuglie della Guardia Costiera degli Stati Uniti perlustrarono le acque per 84 ore. Poi interruppero le ricerche, perché della barca e delle persone a bordo, non venne trovata alcuna traccia.

Nasce oggi

Stefano Bollani nato il 5 dicembre 1972 a Milano. Compositore, pianista e cantante, è attivo anche come scrittore, attore teatrale, umorista e showman.