Sei luoghi da non perdere. Sei proposte per altrettanti fine settimana. È un invito a scoprire la Toscana un po’ meno conosciuta quello che vi rivolgiamo attraverso questa piccola guida alla scoperta di angoli incantati: mare, terme, percorsi artistici e culturali.

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Cala Violina

La spiaggia di Cala Violina

È senza dubbio una delle spiagge più belle della Maremma. Si apre davanti ad una fitta macchia mediterranea e regala una spiaggia chiara e granulosa, formata da minuscoli granelli di quarzo. Il nome, decisamente particolare, deriva dal suono, simile a quello del violino, che ’sgorga’ dalla sabbia quando ci si cammina sopra (a patto ovviamente che regni la quiete più assoluta). Le spiagge sonore sono un fenomeno antico, narrato già da Marco Polo. Nel mondo si contano appena un centinaio di luoghi simili, e Cala Violina è uno di questi.

Le acque di Cala Violina sono limpidissime e non hanno niente da invidiare al mare della Sardegna o della Grecia. Insomma, un piccolo angolo di paradiso tutto sommato a due passi da casa. Per scoprire la perla della Maremma, a meno di non optare per un tour in barca (calaviolinaboat.com), occorre essere buoni camminatori. Del resto, si sa, le bellezze vanno scoperte a poco a poco. Il percorso più agevole è quello dal lato di Pian d'Alma: percorrete in auto o moto la Strada Provinciale 158 delle Collacchie fino al chilometro 10, dopodiché seguite la segnaletica per Cala Violina immettendovi sul sentiero sterrato che percorrerete per circa un chilometro, prima di approdare al parcheggio. A quel punto, c’è da fare un sentiero lungo 1,8 km immerso nella pineta: si impiegano dai 20 ai 30 minuti e sono raccomandabili scarpe comode. Per garantire il patrimonio naturalistico e la sicurezza della spiaggia, fino al 15 settembre 2021 l'accesso è limitato a 700 persone al giorno tramite prenotazione. Per prenotare ed effettuare il pagamento di 1 euro a persona (fino ai 12 anni è gratuito) bisogna andare su www.calaviolinascarlino.it. A Cala Violina non ci sono stabilimenti balneari. Ma d’estate non manca un chiosco con bibite fresche e panini proprio prima di arrivare in spiaggia. Nella pineta che si apre prima della baia ci sono tavoli e panche in legno per uno spuntino.

San Galgano

Abbazia San Galgano

L’Eremo o Rotonda di Montesiepi e le rovine della Grande Abbazia di Circestense di San Galgano sono uno dei complessi più suggestivi che si trovano in Italia. L'abbazia di San Galgano è cistercense e si trova ad una trentina di chilometri da Siena, nel comune di Chiusdino. La grande abbazia, completamente in rovina e ridotta alle sole mura, ha un grandissimo fascino. La mancanza del tetto la rende un unicum a livello italiano. È per questo da sempre meta di turismo. Il tetto crollò nel 1786, quando un fulmine colpì il campanile dell'abbazia. Tre anni dopo fu sconsacrata e da lì in poi venne usata addirittura come stalla. Finalmente, nel 1926 lo Stato italiano ne riconobbe il valore cultura ed iniziò a tutelarla.

Di San Galgano si sa che morì nel 1181; dopo una vita dissoluta, si ritirò a fare l’eremita per dedicarsi alla penitenza e scontare così gli anni burrascosi della giovinezza. Il momento culminante della conversione avvenne nel giorno di Natale del 1180, quando Galgano, giunto sul colle di Montesiepi, infisse nel terreno la sua spada, allo scopo di trasformare l'arma in una croce; in effetti nella Rotonda c'è un masso dalle cui fessure spuntano un'elsa e un segmento di una spada corrosa dagli anni e dalla ruggine, ora protetto da una teca. Evidente l’eco del mito di Re Artù, che non ha mancato di sollevare tante curiosità.

L'interno della chiesa, oltre ad esser privo della copertura è anche senza il pavimento, sostituito da terra battuta che in primavera si trasforma in un manto erboso. La chiesa ha una pianta a croce latina ed è suddivisa in tre navate. La Grande Abbazia di San Galgano e l'Eremo di Montesiepi sono aperti al pubblico tutti i giorni. Per accedere ad entrambi non è necessaria nessuna prenotazione. Gli ingressi sono pagamento.

Pienza

Pienza

Questa cittadina, la città di Pio, si trova nel cuore della Val d’Orcia, vicino Siena. È ritenuta la realizzazione dell’utopia rinascimentale della ‘città ideale’. Questo perchè, per l’organizzazione razionale degli spazi e le prospettive delle sue piazze e dei suoi palazzi cinquecenteschi, esprime al meglio i canoni urbanistici del Rinascimento. Pienza fu voluta da Papa Pio II, da qui il nome che la lega a Enea Silvio Piccolomini che, divenuto Papa nel 1458 con quel nome, volle ripensare il borgo natale affidando la sua ristrutturazione a Bernardo di Matteo Gambardelli, detto il Rossellino, allievo del famoso Leon Battista Alberti. Le prospettive geometriche, le splendide volumetrie della Cattedrale e del palazzo Piccolomini e l'accurato riempimento degli spazi al centro del vecchio borgo medievale rappresentano una significativa testimonianza del genio architettonica dell’epoca. Il Duomo rappresenta un raro e delicato equilibrio di forme gotiche e rinascimentali e, al suo interno, il tema mariano, molto caro al pontefice, è sviluppato a partire dai migliori nomi della scuola senese. Nella piazza centrale di Pienza si possono ammirare anche Palazzo Piccolomini, al cui interno si apre una piccola corte rettangolare con loggiato e un giardino, realizzato secondo i dettami rinascimentali, e il Palazzo Borgia.

Montepulciano

Montepulciano

Famosa per il vino a cui dà il nome, Montepulciano sorge su un colle, a 600 metri sul livello del mare. Da lì si ammira un panorama mozzafiato sulle verdi colline toscane, tra coltivazioni di olivi e vigneti e cipressi che caratterizzano il paesaggio. Dalla torre del palazzo rinascimentale, nelle giornate più chiare si possono vedere i monti Sibillini e il Cimone. Quando l’aria è particolarmente limpida, lo sguardo arriva fino al Gran Sasso d’Italia, in Abruzzo. Abitata in età etrusca, Montepulciano è stata per molti secoli al centro delle guerra tra Siena e Firenze che, tramite il possesso della città, avrebbero potuto garantirsi il controllo della Valdichiana e della Val d’Orcia. Il centro storico della cittadina si snoda attraverso il corso che inizia dalla parte bassa della città e arriva fino a piazza Grande. All’esterno delle mura, troviamo la Chiesa di Sant’Agnese con il portale gotico originale e la facciata a balzana del Viviani, la Fortezza medicea del Sangallo e la trecentesca porta di Gracciano ristrutturata da Sangallo agli inizi del 1500. Si accede nel caratteristico centro storico proprio dalla Porta di Gracciano e poco più avanti, a sinistra della colonna del Marzocco, precisamente in Piazza Savonarola, si apre la chiesetta di San Bernardo. Fuori dalle mura del centro storico, verso le pendici del colle di Montepulciano, al centro di un verdeggiante prato, c’è la Chiesa di San Biagio, capolavoro di Antonio da Sangallo. Questo tempio è considerato il punto più alto dell’architettura rinascimentale su edifici con pianta a croce greca.

Terme di Saturnia

Terme di Saturnia

Tra le bellezze Made in Tuscany, come non ricordare le terme di Saturnia. Sono costituite da un'unica sorgente termale che sgorga ad una temperatura costante di 37,5 gradi e che è situata all'interno di una struttura termale che comprende: Parco Termale, Terme di Saturnia SPA & Golf Resort e Golf Club. La sorgente, oltre a fornire il parco termale, alimenta, con una temperatura dell'acqua inferiore, anche le scenografiche Cascate del Mulino. Il complesso termale, marchio registrato, si trova nel comune di Manciano. E’ uno dei più celebri al mondo per la bellezza del luogo e per le straordinarie proprietà delle acque. Sorgendo su un cratere vulcanico dal quale fuoriesce acqua solfurea, le terme di Saturnia si caratterizzano per la purezza dell’acqua e per le straordinarie proprietà benefiche e curative.

Il Giardino dei Tarocchi

Giardino dei Tarocchi. Foto Alessandro Bonvini via Flickr

Il Giardino dei Tarocchi è un parco artistico situato in località Garavicchio, nei pressi di Pescia Fiorentina, frazione di Capalbio (Grosseto). È stato ideato dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, popolato di statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Le sculture ispirate agli arcani maggiori dei Tarocchi, dense quindi di significati simbolici ed esoterici, sono l'ultima tappa di un percorso artistico iniziato da Niki de Saint Phalle a metà degli anni Sessanta. Nei colori intensi e vivacissimi, nella "spasmodica dilatazione delle forme e nella solarità ispirata ai maestri del cromatismo, da Matisse a Picasso, da Kandinskij a Klee", come si legge sul sito ufficiale, le corpose, esplosive sculture del Giardino dei Tarocchi rapiscono "l'attenzione e i sensi dello spettatore", che, lungi dal percorrere un parco di divertimenti, compie una sorta di percorso iniziatico che si richiama ad illustri precedenti, quali Bomarzo, il parco Guell e le Torri di Watts di Simon Rodia di Los Angeles.