Eugenio Giani (foto Cristini)
Eugenio Giani (foto Cristini)

Firenze, 2 dicembre 2020 - "Sia chiaro, io non sono per il bomba libera tutti. Sono per l’obiettività e la chiarezza. Quando la situazione era grave sono stato il primo non dormirci la notte, adesso i dati ci dicono che stiamo respirando, la curva prima appiattita ora cala. Il ragionevole scenario che si apre davanti, dopo tanti sforzi, è quello di tornare prima possibile in zona arancione, starci una settimana e dal 14 dicembre essere in zona gialla se i numeri continueranno a confortarci".

Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha iniziato la giornata con i dati dei nuovi positivi, 658, ha partecipato a sei-sette riunioni, la più importante con i ministri Boccia e Speranza e ha terminato le 24 ore mettendo a punto il ’dossier’ con tutti i dati di queste settimane e il piano per distribuire "equamente" il tesoretto supplementare per i ristori da 20 milioni per la Toscana.

I fogli sul tavolo davanti alla finestra che guarda la Cupola del Brunelleschi in piazza Duomo a Firenze sono fitti di dati e incroci di numeri. "Sono 658 nuovi contagi, un numero che premia il gran lavoro fatto a novembre. 124 comuni toscani registrano contagi, ma 149 no. Vorrà dire qualcosa? Allora è ragionevole pensare che la Toscana possa diventare zona arancione prima possibile e tornare gialla dopo una settimana".

A Speranza, Giani presenterà questa situazione: numeri, analisi delle tendenze, stato di salute degli ospedali e in particolare delle terapie intensive, la moltiplicazione dei tracciamenti arrivati al 100 per cento, l’azione delle Unità speciali a domicilio. Giani non si illude però, ma spera. Sa che Speranza sa già tutto o quasi e che il passaggio in arancione si gioca anche sul filo di quanto sarà scritto nell’ordinanza del ministro della Salute; se sarà più o meno dettagliata lasciando spazio a Giani di intervenire subito per far aprire i negozi sabato.

Intanto il presidente della Regione incassa un altro super bonus: venti milioni per la Toscana come ulteriori ristori. Il sindaco di Firenze Nardella lo incalza: "Ci faccia sapere come saranno dislocati". Giani risponde: "Il criterio sarà l’equità". E aggiunge: "Mi sono attivato in prima persona per ottenere questo risultato importantissimo. Saranno distribuiti in base alle esigenze dei singoli e dei territori".