Tagli alle spese della sanità, i quattro punti forti del piano di Giani. Ospedali, no chiusure

I provvedimenti per il contenimento dei costi nel prossimo anno toccano i dispositivi medici, il parco auto, le pulizie e il portierato

La protesta dei sanitari sotto a palazzo Strozzi Sacrati

La protesta dei sanitari sotto a palazzo Strozzi Sacrati

Firenze, 29 dicembre 2023 – “La scelta di aumentare l’addizionale Irpef è una ferita aperta e appena potrò abbasseremo il contributo, chiesto sopra i 28mila euro, già nel corso del prossimo anno. Certo è che il sistema strutturale sanitario toscano non si tocca: tutti i piccoli presidi ospedalieri resterano aperti, dalla provincia di Grosseto alla Lunigiana": così ieri mattina il presidente della Toscana Eugenio Giani prima di salire in auto alla volta di Massa per incontrare il personale dell’ospedale nel tour (l’altro giorno era ad Orbetello) che lo porterà in tutti e 45 ospedali toscani.

Dopo l’incontro, prima di Natale, con i tre direttori generali delle Asl toscane, il governatore sta mettendo a punto il piano di contenimento della spesa per il prossimo anno. Obiettivo: tagliere costi per duecento milioni. Tutti chiamati ad incidere a partire proprio dai ’manager’ pubblici delle tre ’Aslone’. "Incidiamo sulle spese senza toccare la qualità e il numero dei servizi offerti alla popolazione" ripete da giorni Giani. E allora matita rossa e blu sul tavolo il governatore si è fatto portare a Palazzo Sacrati Strozzi tutti i costi variabili. Ed ha scoperto anche alcuni ’sprechi’ anche se lui non li vuol chiamare così.

Quattro gli ambiti del piano di spending review. Il contenimento della spesa è possibile secondo Giani accendendo i riflettori su: parco auto, pulizie, guardiania, dispositivi medici.

Troppe auto in dotazione alle Asl, troppi bolli da pagare, troppa manutenzione da fare. "Ma tante vetture non vengono usate o utilizzate pochissimo, non va bene: le Asl le vendano o le rottamino" dice Giani. E ancora: bisogna razionalizzare i costi dei servizi delle pulizie ma anche quelli per il portierato non sempre utile e necessario nelle ore finora coperte. Massima attenzione ai bandi per i dispositivi medici (quelli che generano il famigerato payback). In questo caso è chiamata a fare la propria parte Estar, la centrale unica degli acquisti della sanità toscana.

"Possiamo razionalizzare la spesa in tanti ambiti - spiega Giani - come si vede non si vanno a toccare i servizi" ma situazioni "accessorie". Oltre ai direttori generali delle Asl, Giani attende risultati anche dal direttore del settore sanità Federico Gelli mentre l’assessore Simone Bezzini è chiamato ad attuare giorno dopo giorno il giro di vite.

In campo anche il Pd a supporto del sistema sanitario toscano: "Non esiste alcun atto della Regione in cui si parla di chiusura di ospedali: del resto basta ascoltare le dichiarazioni di Giani nella seduta del consiglio regionale della scorsa settimana per comprendere che il tema non esiste". Semmai "la pressione sui pronto soccorso dimostra che il tema da affrontare non è la diminuzione dei presidi ospedalieri ma la diffusione delle strutture di sanità territoriale, che il governo ha tagliato per circa il 30% con la revisione del Pnrr" afferma Marco Niccolai, responsabile sanità del partito.

"Siamo da sempre fermamente convinti che la sanità territoriale debba essere preservata e valorizzata, non ridimensionata. In tale ottica, siamo, dunque, fermamente contrari ad ogni ipotesi di depotenziamento" sottolinea Elena Meini capogruppo della Lega, annunciando un’interrogazione sull’ospedale di Volterra.

E da Massa Giani ripete: "E’ importante valorizzare il lavoro di tutti e fare squadra per mettere in atto un’operazione di tenuta della sanità pubblica che in Toscana è un’eccellenza, non chiudo nessun ospedale".