Firenze, 10 maggio 2021 - Il suo studio è a Milano, ma Firenze la conosce bene. Anche perché, oltre ad essersi laureato all’ateneo di piazza San Marco, insieme all’archistar Arata Isozaki, ha progettato l’ormai celebre Loggia per l’uscita degli Uffizi. Andrea Maffei, classe 1968, inventa e realizza scampoli di città moderna in tutte le parti del mondo, con edifici per tutte le destinazioni, comprese quelle sportive. Suoi sono infatti i progetti “Novara città dello sport“, il nuovo stadio nazionale di Tokyo e lo stadio Ruch Chorzow in Polonia.

Architetto Maffei, pensa di partecipare al concorso di idee per il recupero dello Stadio Artemio Franchi che il Comune di Firenze sta per pubblicare?
"Beh, mi viene da dire volentieri, anche perché l’edificio di Nervi è uno dei grandi capolavori dell’architettura italiana e quindi cercare di progettarne una trasformazione sarebbe certamente affascinante. Anche se mi sembra che la riqualificazione non riguardi solo lo stadio ma tutta l’area intorno, praticamente l’intero quartiere di Campo di Marte".

Sì, è così. Secondo lei è un problema per laprogettazione?
"No, del resto gli stadi non sono solo edifici, sono sempre dei luoghi molto importanti delle città, che contribuiscono a definire tutta l’urbanistica di un’area, con conseguenze anche per ciò che c’è attorno".

Lei ha vinto il progetto per la riqualificazione dello stadio del Novara. Come è andata in quel caso?
"Anche lì avevamo il vincolo di una tribuna da mantenere, in quanto progettata dal figlio di Pierluigi Nervi, una struttura molto interessante con tutte le nervature in cemento armato e pilastri con sezioni un po’ particolari, come faceva appunto Nervi. Elementi che dovevamo integrare nel progetto e lo abbiamo fatto".

Ormai negli stadi si condensano molte funzioni. E anche per il Franchi dovrà essere così.
"Certo, ormai gli stadi vanno pensati con funzioni commerciali, a volte persino alberghiere, oppure con locali e cinema, come ad esempio avviene in Inghilterra. Diventano insomma punti di attrazione, al cui interno nasce una macchina dell’entertainment, del divertimento. E non escludo che tutto questo si possa fare anche nel vostro impianto di Nervi. Si tratta solo di prevedere un ampliamento e una riprogettazione in modo intelligente. Sono convinto che col concorso arriveranno tante idee interessanti. E credo che ci sarà una partecipazione molto alta, perché il confronto con Nervi è molto stimolante".

Quali sono gli elementi del Franchi da valorizzare?
"Sicuramente la torre di maratona, le scale elicoidali e molte altre strutture esistenti, ma ciò non toglie che si possano aggiungere parti nuove che ben si integrano con l’esistente".