Deborah Bergamini
Deborah Bergamini

Firenze, 28 settembre 2021 - Sottosegretario Deborah Bergamini, la Toscana deve ripartire. Bene e velocemente. L’opportunità da cogliere è essenzialmente una: il Pnrr. I fondi europei del ’Recovery ’.
"Si è vero. La Toscana deve ripartire immediatamente e come tutta l’Italia deve saper cogliere la grande occasione fornita dal Recovery. L’Europa per la ripresa post Covid ha stanziato per il nostro Paese 191,5 miliardi, a questa cifra si aggiungono 30,6 miliardi dello Stato attraverso il Fondo complementare. In cambio ci siamo presi l’impegno di riformare il Paese per renderlo più coeso, più green, più digitale e più moderno. E dobbiamo ripartire dalla salvaguardia del tessuto produttivo. È grazie alla tenuta delle imprese che possiamo avviarci verso una nuova frontiera, e questo è più che mai vero per la Toscana" dice il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento.
 

Occasione irripetibile davvero. Ma la Toscana sembra in ritardo rispetto ad altre regioni.
"So bene quanto il calcio sia una leva importante della nostra economia nazionale e del nostro sistema sociale, ma non possiamo pensare che l’unica opera finanziata ad oggi sia la riqualificazione dello stadio Franchi di Firenze. La Toscana ha bisogno da troppo tempo di interventi indispensabili di valenza regionale e bisogna trovare il modo di finanziarli con il Pnrr. Proprio perciò vorrei lanciare da queste colonne un appello al Presidente della Regione Eugenio Giani e a tutti i parlamentari eletti in Toscana affinché si convochi un tavolo che metta in campo una stretta sinergia e collaborazione tra tutti, in primo luogo coinvolgendo gli amministratori locali, per rendere più funzionale il Pnrr alle urgenze e alle necessità della regione. La Toscana e i toscani aspettano ormai da troppi anni opere essenziali che sono ferme".
 

C’è bisogno di regia e coinvolgimento di tutti quindi.
"Lo ritengo doveroso. Dobbiamo replicare lo spirito di cooperazione che ha dato vita al governo Draghi. Appartengo ad un partito, guidato da un leader, Silvio Berlusconi, che ha sempre anteposto il buon governo e la concretezza del fare alle logiche di schieramento. Finora per la Toscana ci siamo mossi in modo poco coordinato ed incisivo. È necessario che tutti, mettendo da parte ciascuno la propria bandierina, ci adoperiamo assieme per selezionare i progetti più adeguati a colmare le gravi lacune strutturali che riguardano la nostra r egione. Senza questo coordinamento, molti progetti di interesse regionale rischiano di rimanere al palo".
 

Lei ha incontrato sindaci e realtà toscane in queste settimane. Quanto c’è bisogno urgente di prospettive concrete?
"Tutti i sindaci che ho incontrato e i territori hanno ben compreso le grandi opportunità del Pnrr e non vedono l’ora che vengano realizzate le infrastrutture di cui necessitano i cittadini. Hanno già dei progetti chiari per le loro città ma hanno bisogno di una regia, di una governance e, soprattutto, che ascolti le loro istanze". Con i Dl Semplificazioni e Reclutamento, lo Stato ha fornito i primi strumenti e il personale qualificato per poter realizzare le opere pubbliche previste dal Piano ma ora le Regioni, prima fra tutte la Toscana, devono correre per tradurre le idee in fatti concreti. E per un maggiore raccordo tra le regioni e la collegialità del governo è stato e sarà cruciale il lavoro del ministro per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini, che sta già dando un impulso significativo affinché vengano recepite le richieste prevenienti dalle regioni.

In primis le infrastrutture hanno bisogno di sostegno economico. I porti ad esempio?
"Certo. Sappiamo bene che a livello ferroviario, stradale, aeroportuale, le inefficienze che riguardano la nostra regione pesano ogni giorno sulla vita e sulle tasche dei toscani. Stesso discorso possiamo farlo per la rete portuale. Manca una programmazione infrastrutturale sui porti. Il Ministero della mobilità sostenibile ha stanziato ben 4 miliardi nel Pnrr per l’efficientamento dei porti di tutto il territorio nazionale, anche la Toscana dovrebbe poter attingere da questo fondo. I porti, inoltre, potrebbero costituire un volano per il rilancio del polo conciario e di quello tessile e rafforzare il polo farmaceutico che, in Toscana e in Italia, è stato, fino a questa emergenza, un settore poco valorizzato pur nella sua essenzialità. Il solo fatto che la Toscana sia il terzo polo farmaceutico nazionale con 11 mila addetti e 1,2 miliardi di export, dovrebbe farci riflettere sulle potenzialità che potrebbe esprimere".

La burocrazia male italiano, come ad esempio i tempi lunghissimi per la Tirrenica. Ma l'Europa non aspetta.
"Chiunque si trovi a viaggiare per l’Italia si rende conto che occorrono tempi lunghissimi per completare qualunque cantiere. Il Pnrr ha tempi molto stringenti: la scadenza per il completamento dei lavori è il 2026 se vogliamo avere i 209 miliardi di cui parlavo prima. È una sfida contro il tempo ma soprattutto è una sfida verso il cambiamento di mentalità e di organizzazione da lungo tempo evocati. Dobbiamo cambiare mentalità e per questo è fondamentale lavorare tutti assieme nella stessa direzione. La Tirrenica è per noi l’esempio più eclatante di tutto quello che vorremmo rivoluzionare nel rapporto tra funzioni dello Stato e progettualità di un’intera collettività. È una sfida che dobbiamo vincere".