Firenze, 9 maggio 2018 - L’attesa più lunga è quella per gli interventi chirurgici di ernia addominale, con 87 giorni di media, oltretutto in netto peggioramento (10,1%) rispetto allo scorso anno. Quella più breve è invece per il tumore cerebrale, con appena 9 giorni. I dati emergono dal monitoraggio dell’Ars, l’Agenzia regionale di sanità, sui tempi di attesa 2017 per le prestazioni chirurgiche in Toscana. Emerge così non solo in quali casi si attende di più e in quali meno, ma anche i settori che hanno registrato un miglioramento rispetto al 2016 e quelli in cui invece la situazione è peggiorata. Ecco così che la maglia nera, come andamento rispetto all’anno passato, va agli interventi di «valvuloplastica», che permettono di correggere le valvole del sistema cardiocircolatorio. In questo caso, c’è stato un aumento dell’85,7% dei tempi di attesa, da 21 a 39 giorni. Si aspetta di più (da 34 a 44 giorni, +29,4%) anche per l’intervento di aneurisma non rotto dell’aorta addominale. In peggioramento, anche le operazioni per tumori a retto (31 giorni nel 2017), e ancora colon, stomaco, utero e ovaio (tutti comunque entro i 30 giorni, parametro di riferimento per le attese).

Passando ai dati positivi, diminuiscono in modo netto i tempi di attesa in caso di tumore cerebrale, passati da 13 giorni ad appena 9 (-30,8%). Miglioramenti intorno al 20% anche per il tumore al rene alla tiroide e alla prostata. 

«C’è ancora molto da fare per ridurre le liste d’attesa – ha commentato il presidente della commissione regionale Sanità e Politiche sociali Stefano Scaramelli (Pd)- ed a questo serve lo studio, che ho voluto con forza. E’ necessario investire sulla produttività aggiuntiva per ridurre ancora le liste». 
«I dati dell’Ars ci dicono che andiamo molto bene negli interventi per le patologie più gravi, in particolare di tipo oncologico - spiega l’assessore regionale alla Salute, Stefania Saccardi - dove vengono quasi sempre rispettati i tempi massimi di 30 giorni di attesa, indicati dai protocolli. Dobbiamo invece migliorare sulla chirurgia programmata. Penso in particolare agli interventi per ernia, ortopedia, coliciste e altre patologie simili».

E proprio per abbattere le liste d’attesa, recentemente la Regione Toscana ha dato mandato alle Asl e alle aziende ospedaliere di acquistare le prestazioni a disposizione della libera professione per rimetterli a disposizione degli utenti della sanità pubblica.  Un modo per evitare che i cittadini debbano acquistare le prestazioni in libera professione per «scalare» le liste e accorciare i tempi.