“Rivogliamo il registro elettronico”, scatta la protesta alla scuola Barsanti

L’istituto sta sperimentando un ritorno al vecchio diario per insegnare ai ragazzi a tenere un’agenda. Ma molti non gradiscono. Sit-in davanti alla sede

Firenze, 20 marzo 2024 – Un sit-in davanti a scuola per chiedere il ritorno del registro elettronico anche per quanto riguarda i compiti da fare il giorno dopo. Appuntamento domani, 21 marzo, dalle 8 alle 10 davanti alla secondaria di primo grado Barsanti. Il comprensivo sta portando avanti una curiosa sperimentazione, che consiste nel far ritornare i ragazzi al caro vecchio diario. ClasseViva mantiene tutte le sue funzionalità, dai voti alle comunicazioni per la famiglia. Ma i compiti vengono dettati in classe. Dopo un mese di sperimentazione, il consiglio d’istituto a maggioranza ha deciso di proseguire in questo modo fino a giugno. Ma molti ragazzi, genitori e prof non apprezzano. Di qui la protesta, con fischietti, tamburi e qualche striscione.

Ma possibile che il momentaneo ritorno al diario cartaceo abbia creato tutti questi problemi? “E’ così - dicono alcune mamme -. Alla fine, i ragazzi stanno al cellulare più di prima. Non c’è verso: le generazioni sono cambiate e indietro non si torna. Una parte degli studenti non scrive i compiti sul diario. Ha il rifiuto. Così, il pomeriggio la chat di classe è rovente, tra chi ha scritto una cosa e chi un’altra. Fiumi di messaggi per capire i compiti da fare”. Non solo. “Tutto ormai passa dal digitale - osserva una mamma -. Se si torna al vecchio diario, allora ricominciamo a fare le ricerche sulle enciclopedie e non su Google. Insomma, mi pare che abbia tutto poco senso. I professori utilizzano abitualmente Classroom per inserire dispense e materiale vario”. Alcuni genitori lamentano anche il fatto che adesso non riescono più a controllare i figlioli. “Prima capivo quanto aveva da studiare mia figlia. Mentre adesso è buio completo”, allarga le braccia una mamma. Che aggiunge: “Ci sono ragazzi che fotografano il registro cartaceo. Poi rimbalza tutto in chat. Un caos immane. Il registro elettronico è comodo e chiaro. Chi di noi si sognerebbe di mettersi in viaggio con le vecchie cartine stradali?”.

Pensare che la scuola vuole spronare gli studenti a recuperare competenze che, è ormai chiaro, si stanno perdendo. La difficoltà di molti alunni di appuntare i compiti fa senza dubbio pensare. “Ci sono anche tanti insegnanti che in questo modo non si trovano bene - continuano i genitori -. Dettano i compiti a fine lezione. Ma una parte della classe proprio o non ascolta o ascolta mezze parole. Chi è preciso continua a tenere il diario. Ma chi non lo è poi chiede ai compagni il pomeriggio. Ed è tutto un trillare di chat. Peggio di prima”.

“Sapevo che molti non gradiscono la novità - sospira il dirigente, Marco Menicatti -. So di insegnanti che non riescono a farsi ascoltare mentre dettano i compiti. Ad ogni modo, se la protesta parte spontaneamente dai ragazzi mi piace. È sintomo di una scuola viva. Se invece dietro ci sono i genitori… Beh, perde di spontaneità. Ricordo comunque che la decisione non è mia, ma presa democraticamente dal consiglio d’istituto per il bene dei ragazzi, che a scuola devono imparare. Anche a tenere il diario. Nella vita incontreranno tante difficoltà. Non è giusto che abbiano sempre la strada spianata. C’è chi non riesce a scrivere i compiti? Bene, deve imparare a tenere un’agenda. Deve imparare a farlo come competenza fondamentale per la vita. Che poi l’ansia di controllo dei genitori arrivi fino ai ragazzi mi pare davvero assurdo. Stiamo forse esagerando. Ad ogni modo io mi sono sempre confrontato con tutti e così continuerò a fare sempre”.