Polmonite nei bambini, casi in aumento. Come curarla e quando è necessario andare al pronto soccorso

Ne parliamo con Luisa Galli, infettivologa pediatra del Meyer. Ecco i sintomi cui prestare particolare attenzione

L'ospedale Meyer

L'ospedale Meyer

Firenze, 29 febbraio 2024 – Dopo il forte calo di infezioni alle vie respiratorie dovuto alle restrizioni pandemiche, dallo scorso anno sono aumentati i casi di polmoniti. “Quest’anno forse abbiamo avuto un po’ di casi in meno. Va detto comunque che le polmoniti sono un evento che, soprattutto nei mesi invernali, può accadere”, dice la professoressa Luisa Galli, infettivologa pediatra del Meyer. “Quest’anno - spiega Galli, - abbiamo avuto un’alta incidenza dell’influenza, il cui picco c’è stato tra fine dicembre e inizio gennaio.

In particolare, l’Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato un picco marcato, in quel periodo, tra i bambini fino ai 4 anni. Il problema è che i tassi delle vaccinazioni antinfluenzali sono molto bassi, in particolare in età pediatrica. L’influenza viene ritenuta in genere un’infezione banale. Invece l’influenza, come il virus respiratorio sinciziale, può aprire dei veri e propri varchi alle infezioni batteriche”. E, dunque, causare complicanze nelle basse vie respiratorie. È in questi casi che si manifesta la polmonite che, spiega l’infettivologa, “nella maggior parte dei casi può esser trattata a casa, chiaramente sentendo il pediatra, che dare consigli ed e eventualmente prescrivere l’antibiotico”.

I sintomi

Febbre alta, tosse, respiro affannoso, perdita di appetito: ecco i principali sintomi della polmonite.

Quando preoccuparsi?

“Il campanello d’allarme deve scattare quando il malessere non diminuisce trattando la febbre con gli antipiretici - spiega Galli -. Bisogna preoccuparsi quando il bambino presenta segni di fatica respiratoria e non riesce ad alimentarsi e a bere adeguatamente. Con la febbre alta, poi, succede che il piccolo appaia sonnolento e presenti alterazioni dello stato di coscienza. Ecco, se questo ‘torpore’ o l’aumento della frequenza respiratoria o la difficoltà a bere ed alimentarsi non migliorano con gli antipiretici, allora è il caso di rivolgersi al pronto soccorso per fare degli esami specifici.

Naturalmente, in prima battuta è sempre fondamentale sentire il proprio pediatra”. Se poi ci sono delle “patologie di base come cardiopatia o malattie polmonari croniche”, o il bambino ha meno di 4 mesi di vita allora sì che “c’è un motivo in più per rivolgersi alla struttura ospedaliera”.

Galli ricorda infine che, nel primo anno di vita, le infezioni virali possono determinare la bronchiolite, che nei primi dodici mesi del bimbo è piuttosto simile alla polmonite.