Debora Serracchiani durante la diretta Facebook
Debora Serracchiani durante la diretta Facebook

Firenze, 30 novemtre 2020 -  «Un consiglio alle donne? Non pensare che bisogna ‘uccidere il padre’ ma cominciare invece ad allearsi con la propria sorella». Lo ha detto l’onorevole Debora Serracchiani, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati, al termine del dialogo con la direttrice de La Nazione, Agnese Pini, sul tema della leadership femminile. Il confronto, avvenuto oggi (30 novembre) in diretta Facebook, fa parte di un’iniziativa più ampia organizzata da Confartigianato Imprese Firenze, in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze per dare voce alle donne a 360 gradi.

«Le donne sono ancora una minoranza nei luoghi di potere – ha aggiunto l’onorevole Serracchiani – esattamente come i giovani. Nella pandemia poi sono quelle che hanno subito le conseguenze peggiori: non mi riferisco solo alla violenza domestica, che gli studi ci dicono essere aumentata, ma anche agli effetti sull’occupazione. Oltre 50% delle persone rivelatesi più fragili dal punto di vista del lavoro sono donne. Questo perché c’è un gran numero di lavoratrici con qualifiche professionali più basse, ovvero appartenenti alle categorie che per prime hanno perso il posto e perché le donne hanno una maggior percentuale di precariato. C’è poi la questione degli spazi: lo smart-working li ha limitati maggiormente alle donne che devono spesso occuparsi anche della cura di anziani e figli. Le donne, insieme ai giovani, stanno perdendo di più dall’emergenza Coronavirus e non è sollecitazione di genere, ma un dato di fatto».

Ma oggi ha ancora senso parlare di questione femminile? Serracchiani, rispondendo alle domande della direttrice Pini ha risposto di sì. «Ha senso perché abbiamo dato per scontato tanti diritti – ha spiegato – mentre oggi ci rendiamo conto che devono essere riconquistati ogni giorno. Pensiamo ai lavori di cura o alle interruzioni nella vita lavorativa legate ai figli. Nella mia esperienza politica e amministrativa, che ha fatto nascere in me maggiore consapevolezza della questione femminile, mi sono accorta che quando si dà per scontato un diritto è spesso perché non lo si esercita». E fra questi diritti non esercitati c’è anche quello fondamentale alla libertà. «Ho visto ragazze di 15-16 anni accettare che il loro uomo vietasse loro di uscire con le amiche – ha proseguito -. L’ho trovato assurdo, soprattutto in un momento della vita in cui si dovrebbe avere una concezione quasi estrema della libertà, eppure è così».

La riflessione ha poi toccato il tema della difficoltà di autodefinirsi “donne di potere”. «Personalmente ho iniziato a definirmi così quando il potere non l’avevo più – ha proseguito Serracchiani – a dimostrazione di quanto sia diffusa la difficoltà di una donna di vedersi in certi ruoli. È un po’ come se ce lo dovessero sempre dire gli altri. Associamo il termine potere a un senso negativo e cerchiamo di tenerlo lontano. La donna che ha potere è un po’ un corto circuito: è il tassello che manca nel rapporto uomo/donna. Io ho affrontato questo aspetto cercando di essere sempre all’altezza, ma anche questo è un tema... La mediocrità non conosce genere, ma alle donne viene richiesto di dimostrare competenze e capacità una volta e mezzo più di quanto non accada agli uomini».

Altro tema delicato, quello degli attacchi personali, che spesso finiscono per coinvolgere la sfera privata e intima. «Quelli che si fanno a una donna non sono gli stessi che si farebbero a un uomo – ha proseguito Serracchiani -. I termini, gli ammiccamenti sono diversi. Nel caso delle donne si è più cattivi, si affonda più nella ‘carne’ delle. A proposito è importante non abituarsi. Un tempo pensavo che si dovesse lasciar perdere, oggi invece credo che si debba rispondere ed esercitare fino in fondo il diritto di difendersi».

E ancora la questione, sempre molto dibattuta delle quote rosa. «Non mi chiedo più se le quote rosa mi piacciano o no – ha proseguito rispondendo alla domanda di Pini - ma se servano o meno. E mi rispondo di sì. Arriverà un giorno in cui non serviranno più, ma oggi sono importanti per traghettare questa fase di passaggio. Sono uno strumento formidabile di apertura alle donne che spero duri poco».

Infine un consiglio a tutte le donne. «Per raggiungere la parità bisogna coltivare le differenze – ha concluso  Serracchiani -. Abbiamo un modo diverso di approcciarci alle cose. Dobbiamo arricchire e coltivare il nostro essere donne, studiare e lavorare con determinazione perché gli spazi ci sono, ma bisogna andarseli a prendere. Alle donne consiglio di non pensare che ‘bisogna uccidere il padre’ ma piuttosto che occorre iniziare ad allearsi con la propria sorella».

I confronti sulla leadership femminile proseguiranno martedì 2 dicembre, quando la giornalista Beatrice Campani intervisterà l’attrice Gaia Nanni. Il 9 dicembre, sempre Beatrice Campani intervisterà l’assessore del Comune di Firenze alle Pari opportunità, Benedetta Albanese. A chiudere la serie di incontri, l’appuntamento dell’11 dicembre con la giornalista Simona Poli e la personal chef Enrica Della Martira, imprenditrice con un suo programma “Pane, Olio e Fantasia” in onda su FoodNetwork.