La moschea abusiva di San Jacopino
La moschea abusiva di San Jacopino

Firenze, 19 luglio 2016 - "Rispetto delle regole. Per una pacifica convivenza". È perentorio Federico Gianassi, assessore alla polizia municipale, rispondendo ieri ad un question time di Donatella Verdi (Firenze riparte da Sinistra) durante il consiglio comunale di ieri e relativo alla moschea abusiva di San Jacopino. L’esponente dell’opposizione ha chiesto se la maggioranza fosse a conoscenza di una missiva inviata dal proprietario del fondo affittato in via Tozzetti all’associazione cultura del Bangladesh. "Vogliono sfrattarli. Io chiedo di capire se la nostra amministrazione ha intenzione di mediare, per consentire a questo gruppo di restare nella loro sede. Lo ritengo un atto importante, che andrebbe portato avanti. Chiedo poi di sapere se esiste realmente la possibilità di concedere loro una sede alternativa. Si era parlato di un fondo in via delle Porte Nuove. Cosa c’è di vero?". Perentoria la risposta dell’assessore.

"Abbiamo incontrato l’associazione del Bangladesh. E abbiamo spiegato loro che le regole valgono per tutti, nessuno escluso. Un conto sono le attività culturali, un conto è la preghiera. Molti cittadini avevano segnalato delle anomalie, decine e decine di persone ammassate in uno spazio esiguo, intente a pregare. L’accoglienza è uno dei principi nei quali questa giunta crede fortemente. Ma al tempo stesso difendiamo il rispetto della legalità. Non so nulla di questa lettera – ha aggiunto Gianassi –. Ma si tratta, in ogni caso di un rapporto tra privati. Mai, e lo nego con forza, è stata promessa una sede alternativa, tanto meno una in via delle Porte Nuove". Sulla vicenda è intervenuta anche Arianna Xekalos, del Movimento Cinque Stelle. "Il rispetto della legalità è un punto sul quale non si può transigere. Siamo stati i primi a denunciare questa anomalia. Se si affitta un fondo per attività culturali non la si può poi usare per pregare. Al tempo stesso voglio ricordare che il nostro sindaco dice, da molti mesi, di avere ottimi rapporti con la comunità islamica. Ma nonostante questo non è ancora riuscito ad indicare una sede adeguata per consentire che la costituzione italiana, che sancisce la libertà di culto, sia applicato anche nella nostra città".