Firenze, 11 giugno 2018 - Fiori bianchi, bandiere dell'Italia, ma anche rabbia e lacrime. Momenti di dolore e tensione al corteo per Duccio Dini, il giovane morto dopo essere stato travolto dall'auto guidata da un rom. Duccio, in sella al suo scooter, era lì per caso. Una morte assurda.

E l'Isolotto, dove il 29enne era nato e cresciuto, non se ne fa una ragione: "Togliete il campo rom del Poderaccio, adesso siamo stufi", urlano i manifestanti, diverse centinaia. Ci sono giovani e anziani, donne e uomini, insieme a delegazioni politiche, tra cui quella di Fratelli d'Italia con l'onorevole Giovanni Donzelli. Che chiede a tutti una protesta ferma ma corretta.

E il corteo, che invade la strada, si muove poco dopo le 19. Arriva fino all'angolo in cui è avvenuta la tragedia. Mentre un gruppo di persone si stacca dalla manifestazione e punta in maniera decisa verso il campo rom del Poderaccio, quello da cui arrivano alcuni dei protagonisti del tremendo inseguimento. 

La polizia sbarra la strada ai manifestanti, qualcuno cerca di entrare e ci sono momenti di tensione. C'è tutta la rabbia di una città. La comunità rom esprime tutta la sua solidarietà alla famiglia della vittima, condannando fermamente l'episodio e invitando "a non generalizzare". Intanto il corteo prosegue. C'è anche il padre di Niccolò Ciatti, il giovane morto a Lloret de Mar dopo essere stato aggredito per futili motivi in una discoteca in Spagna. L'uomo chiede a tutti di mantenere la calma. 

Il concentramento dei cittadini rimane in strada fino a oltre le 20. Al termine di una giornata di rabbia e lutto. Nel pomeriggio c'era stato anche un consiglio di quartiere straordinario. Qui sotto il video. 

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