Acqua di San Giovanni
Acqua di San Giovanni

Firenze, 22 giugno 2021 – C’è un’antica tradizione legata alla festa di San Giovanni. La notte fra il 23 e il 24 giugno è da sempre considerata una notte magica, e non è un caso che proprio durante questa notte si celebrino riti propiziatori e purificatori. La magia è legata al solstizio d’estate, che segna l’inizio della nuova bella stagione e cade nel giorno più lungo dell’anno. In questo periodo la natura giunge al massimo splendore e tradizione vuole che proprio durante questa magica notte si prepari ‘l’acqua di San Giovanni’, che secondo le leggende, avrebbe incredibili proprietà curative e benefiche, capace di portare in dono salute, fortuna e amore.

Le origini

La festa cristiana si è innestata su una precedente celebrazione pagana chiamata Lithia, che veniva celebrata il 24 giugno con riti propiziatori e soprattutto con l’accensione dei falò, usanza che ancora oggi illumina la sera della festa di San Giovanni. In questo particolare periodo dell’anno, la natura raggiunge il suo massimo splendore, e per proteggere il raccolto da eventi metereologici avversi, era necessario un rituale propiziatorio che tenesse le colture al riparo da temporali, grandinate e siccità. Secondo una delle varie leggende legate a questa ricorrenza, durante la notte tra il 23 e il 24 giugno, gli Dei facevano passare i nuovi nati sotto forma di rugiada: si crede che durante questa notte i fiori siano colpiti da una particolare forza ed è per questo che si prepara l’acqua di San Giovanni.

Come si prepara l’acqua di San Giovanni

Dal tramonto del 23 giugno si raccolgono diversi tipi di fiori, ma anche diverse varietà di erbe aromatiche, che andranno a comporre l’acqua benefica. Fra le varie tipologie di fiori ed erbe le più utilizzate sono: fiori di iperico, lavanda, artemisia, malva, fiori e foglie di menta, rosmarino e salvia. Si possono trovare e raccogliere anche i fiordalisi, i papaveri, le rose o la camomilla, in base alle fioriture presenti nel proprio territorio. Una volta raccolte, dopo il tramonto, erbe e fiori devono essere messe in una bacinella con dell’acqua, e si lasciano all’esterno per tutta la notte, così che possano assorbire la rugiada del mattino, capace di donare loro le proprietà curative. Si crede infatti che durante la notte di San Giovanni cada la rugiada degli Dei, capace di influenzare piante e fiori donando loro una particolare forza: il solstizio d’estate sarebbe la porta attraverso cui gli Dei fanno passare i nuovi nati, proprio sotto forma di rugiada. La mattina del 24 giugno, l’acqua di San Giovanni deve essere utilizza per lavare mani e viso, in una sorta di rituale propiziatorio e di purificazione che porterà amore, fortuna e salute.

Maurizio Costanzo