Pizza
Pizza

Firenze, 6 ottobre 2021 - La pizza, si sa, è il cibo tra i più amati e consumati al mondo. A lei spetta l’Olimpo della cucina nazionale e internazionale. È espressione di una cultura e di una manualità che non ha eguali. Ma la pizza più buona, quella fatta a regola d’arte che sa regalare al palato emozioni indimenticabili, dove la si può mangiare? Per saperlo, basta aspettare ancora qualche giorno. Il conto alla rovescia è infatti già iniziato e l’11 ottobre a Napoli si conosceranno i nomi di chi si aggiudica lo scettro della miglior pizzeria d’Italia e di quelli a cui andranno i premi speciali. Al Centro Congressi della Mostra d’Oltremare andrà in scena infatti la nona edizione di Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso, un grande e attesissimo evento condito da tanti assaggi, che torna finalmente in presenza dopo l’anno nero della pandemia. I protagonisti saranno loro, i più grandi maestri pizzaioli italiani, che si ritroveranno insieme ai giovani talenti.

Per scoprire chi sarà al vertice della classifica bisognerà aspettare lunedì, ma intanto una cosa è certa: sono diverse le pizzerie della Toscana che concorrono essendosi aggiudicate il riconoscimento massimo dei ‘Tre spicchi’.

Ecco quali sono e dove si trovano: ‘O Scugnizzo ad Arezzo; Apogeo Giovannini a Pietrasanta (Lucca); Battil’oro Fuochi + Lieviti + Spiriti  a Seravezza (Lucca); Chicco a Colle di Val d’Elsa (Siena); Disapore La Pietra a Cecina (Livorno); La Pergola a Radicondoli (Siena); La Ventola a Rosignano Marittimo (Livorno); Lo Spela a Greve in Chianti (Firenze; ZenZero Osteria della Pizza a Pisa. A Firenze le pizzerie con i Tre Spicchi sono: Al Fresco; Giotto; Giovanni Santarpia, Il Vecchio e il Mare, La Divina Pizza; Largo 9; Le Follie di Romualdo. 

Dunque, nonostante le difficoltà causate dal Covid, il livello della pizza è costantemente alto nella nostra regione. I Tre Spicchi sono un riconoscimento che premia il lavoro costante dei maestri pizzaioli, che richiede attenzione, dedizione, tempi per la ricerca e studio di ingredienti. La crisi dovuta al lockdown ha provato, purtroppo, la chiusura di molti esercizi, ma nel complesso il settore ha dato prova di grande vitalità e capacità di reinventarsi. Il risultato è che oggi, entrando in pizzeria, ce n’è davvero per tutti i gusti: il mix di generi in menu è un must, e si spazia dalla pizza in teglia alla pizza al padellino, dalla pizza al vapore alla pizza alla pala. È cresciuta l’attenzione alle intolleranze e la pizza gluten free è diffusissima, e si registra anche una vera esplosione del binomio pizza&cocktail. E poi, cosa non da poco, si sono moltiplicati gli orti di proprietà, quando non sono addirittura nate delle vere e proprie aziende con un preciso obiettivo: garantire una pizza sempre più agricola e sostenibile, proprio come avviene per il pane.

Maurizio Costanzo