Pisa, 22 giugno 2021 - Una "veloce" piena di buche, cedimenti e pericoli. Il dramma di questi 80 chilometri fatti male e gestiti peggio, ora, sono davvero sotto gli occhi di tutti. Tant’è che lo stesso sindaco di Firenze Dario Nardella, ieri, ha detto: "La Fi-Pi-Li è una delle peggiori strade mai realizzate in Italia fra gli anni ‘70 e gli anni ‘90, una vera e propria vergogna per come viene descritta oggi dai tecnici le cui relazioni mostrano la totale inadeguatezza dei materiali e delle tecniche utilizzate per realizzare questa strada". Ma sull’ipotesi di chiusura ai mezzi pesanti il clima è rovente. Il presidente Cna Fita Toscana Michele Santoni è chiarissimo: "Se le amministrazioni vogliono andare allo scontro diretto, non resteremo inermi, ma faremo tutto ciò che è nelle nostre disponibilità per manifestare il dissenso, dai cortei alle manifestazioni".

"È un attacco a tutto al mondo delle aziende - aggiunge il presidente di Confartigianato Trasporti Toscana Roberto Tegas - la chiusura della Fi-Pi-Li non è un danno solo alle imprese del settore autotrasporto, ma a tutto l’indotto industriale, commerciale, artigianale e sociale della Toscana. È inaccettabile che la categoria non sia stata nemmeno coinvolta per un confronto su una tematica così vitale".

La Fi-Pi-Li è la principale arteria per raggiungere i poli commerciali in Toscana. Anche se si presenta come appena uscita dalla battaglia di Mogadiscio del 1993. Un bombardamento passato allo storia. Anzi, allora, quella strada già disastrata – il cui primo tratto fu inaugurato nel 1970 – non era ancora finita. Il mondo dei trasporti, però, non ha dubbi: "Senza le nostre imprese, poiché le aziende non fanno più magazzino, le merci ed i beni di consumo non arriverebbero da nessuna parte e a risentirne sarebbe l’intera economia della regione".
Tutti, comunque, consapevoli che siano davanti ad una strada che ogni giorno sopporta una pressione assolutamente sproporzionata: stiamo parlando di 51 mila veicoli al giorno che passano sulla Fi-Pi-Li, tra code infinite, restringimenti, cantieri, incidenti, spesso anche mortali. Una "tragedia" giornaliera per la quale, negli anni, sono state pensate tante soluzioni e, in concreto, non s’è mai fatto nulla. Anche recentemente è stata rilanciata l’idea del pedaggio, stavolta solo per i mezzi pesanti. Ipotesi sulla quale Assotir di Pisa e Lucca ha subito alzato la voce.

E proprio Assotir ha messo le criticità della Fi-Pi-Li anche al centro della prima riunione del coordinamento toscano pochi giorni fa a Santa croce sull’Arno, sottolineando l’urgenza di un confronto "sugli interminabili cantieri della superstrada, i divieti di circolazione ai mezzi pesanti che vengono costretti su pochi e congestionati percorsi, il completamento di opere come tirrenica e Grosseto-Fano e la mancanza di aree di sosta". "Senza contare – spiega una nota – anche il dibattito su pedaggi da abbassare per le autostrade, ma che pare si vogliano introdurre per la superstrada". Un "biglietto", dunque, per salire sulle "montagne russe" che collegano Firenze al mare.