Paradiso Montecristo: da isola proibita alle visite. In poche ore arrivate già 1.200 prenotazioni

Sammuri, presidente del Parco dell’Arcipelago toscano: "Disponibili 2mila posti per tutto l’anno in gruppi di 75". Il biglietto di 130 euro copre i costi del battello Partenze da Piombino e Porto Santo Stefano

Un magnifico scorcio di uno dei sentieri percorribili durante le visite a numero chiuso sull’isola di Montecristo (foto Alex Catardi)

Un magnifico scorcio di uno dei sentieri percorribili durante le visite a numero chiuso sull’isola di Montecristo (foto Alex Catardi)

Montecristo (Livorno), 29 gennaio 2024 – E’ l’isola misteriosa dell’Arcipelago Toscano. Preceduta dalla fama letteraria del celebre romanzo di Dumas Il conte di Montecristo, con il tesoro ritrovato da Edmond Dantès proprio sull’isola, oggi il colosso di granito che si erge nel mare azzurro, conserva tutto il suo fascino e inquietante bellezza incontaminata. Per preservare il suo ecosistema unico, Montecristo è praticamente un’isola proibita all’uomo. Ci sono soltanto 23 finestre giornaliere in un anno in cui sono ammesse visite accompagnati dalle guide del Parco Nazionale dell’Arcipelago. E sabato, nel primo giorno di apertura delle prenotazioni, in poche ore sono già arrivate 1200 richieste sul totale dei 1750 posti disponibili per tutto l’anno, altri 250 posti sono per gli studenti, in totale solo 2000 persone possono sbarcare sull’isola in 12 mesi.

"C’è stato un vero assalto – spiega il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri – Montecristo merita veramente una visita. Quest’anno le richieste sono state massicce già dal primo giorno. E c’è anche da sostenere un costo di 130 euro a persona. Il Parco naturalmente non specula sulle richieste, si tratta in pratica del rimborso delle spese che noi sosteniamo per noleggiare il battello che parte da Piombino, fa tappa a Porto Azzurro e poi raggiunge Montecristo, sono decine di miglia marine". La visita viene organizzata dall’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano in accordo e con il supporto operativo del Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica: si salpa da Piombino e solo in due casi – 18 maggio e 14 giugno – le partenze sono programmate con partenza ed arrivo a Porto Santo Stefano, con scalo all’Isola del Giglio. Ogni data del calendario consente la visita a 75 persone e sull’isola è necessario restare sui sentieri tracciati e seguire le indicazioni delle guide. Per ogni ulteriore richiesta di chiarimento si può contattare Info Park tel. 0565 908231 e-mail [email protected]. Non si può fare il bagno in mare, neppure nella piccola insenatura dov’è il moletto di attracco vicino alla vecchia casa del guardiano dell’isola e alla villa che in passato ospitava i reali per le battute di caccia sull’isola. Si possono invece visitare il piccolo orto botanico e il museo di storia naturale inaugurato di recente. In pratica solo questi insediamenti tastimoniano la presenza dell’uomo: basta allontanarsi un po’ sui sentieri per una sorta di viaggio nel tempo. L’isola è rimasta uguale a come poteva essere mille anni fa.

"E’ un luogo unico – conferma il presidente del Parco, Sammuri – ci sono piante e animali che è difficile trovare altrove e alcune sono anche specie endemiche. Mi sono battuto per ampliare il numero dei visitatori che ora è salito a 2mila persone all’anno, in passato erano solo mille gli ammessi. Le visite sono molto piacevoli, ma per il Parco costituiscono un momento di formazione ambientale per i cittadini che qui, in mezzo a tanta bellezza, imparano a rispettare la natura".