Ilaria Capua durante il collegamento con l'Eredità delle Donne
Ilaria Capua durante il collegamento con l'Eredità delle Donne

Firenze, 23 ottobre 2021 - "Sapevamo che una pandemia sarebbe arrivata. Non sapevamo quando, non sapevamo dove, ma chi fa questo lavoro come me era conscio che sarebbe accaduto". Lo dice la virologa Ilaria Capua, intervistata dalla direttrice de La Nazione Agnese Pini durante un collegamento con l'Eredità delle Donne, la rassegna al femminile che mette a confronto donne di varie estrazioni sui temi di attualità. Una rassegna che torna a Firenze in presenza, con le ovvie misure di sicurezza anti-covid, ma anche online con uno streaming continuo degli incontri. "La gente - dice Ilaria Capua - aveva perso la sensazione di vulnerabilità. C'è stato stupore quando i cittadini hanno dovuto realizzare che avrebbero dovuto ottemperare a degli obblighi stando in casa".

Da una pandemia non dobbiamo solo prendere la parte negativa ma anche le opportunità: è uno dei concetti che esprime Ilaria Capua. "Oltre allo stupore pandemico - dice - c'è il solco pandemico che è quello che ci separa dal passato e ci mostra che ci sarà un futuro diverso. Ai nostri genitori e nonni sono capitate due guerre, noi dobbiamo come generazione cerniera tra pre e post pandemia mettere a frutto cosa abbiamo imparato e intraprendere percorsi nuovi di sostenibilità".

Il pianeta Terra non è un sistema aperto "dove ognuno può fare quello che vuole - dice Ilaria Capua - il covid ci ha fatto capire come un evento a migliaia di km da noi può coinvolgerci. La salute delle persone è strettamente collegata alla salute di altri animali. Dal punto di vista di un virus noi siamo soltanto un'altra specie da infettare. Abbiamo capito che la salute dell'homo sapiens dipende dagli altri animali ma anche dalle piante e dall'ambiente. Adesso abbiamo consapevolezze e nuove strade che possiamo intraprendere e dobbiamo farlo". 

La pandemia secondo Ilaria Capua ha dato dunque anche grandi insegnamenti. "Vorrei ad esempio che lo smart working - dice - diventasse un sostegno alla famiglia. La terza fase della pandemia è una spinta che ci porta in un mondo migliore, dove ci siamo resi conto ancora di più delle diseguaglianze, un mondo che vuole essere più verde e sostenibile. Questo sistema chiuso abbiamo capito che dobbiamo tutelarlo e mantenerlo, dobbiamo mantenere il nostro pianeta perché altrimenti i nostri figli vivranno in un pianeta sempre più depauperato nelle risorse". 

E sui no vax: «È naturale - dice - che ci siano delle persone che certe cose non le condividono, o forse non le capiscono. Per fortuna» quello dei no vax «è un fenomeno incredibilmente marginale, che viene gestito al meglio che possiamo. Per fortuna ci sono tanti italiani responsabili che si sono vaccinati senza fare tante storie, che adesso godono di questo beneficio e, infatti, vediamo che la curva è assolutamente sotto controllo».