Ghiaccio residuo a Poggio Corsoio (Foto Reparto Carabinieri Parco Foreste Casentinesi)
Ghiaccio residuo a Poggio Corsoio (Foto Reparto Carabinieri Parco Foreste Casentinesi)

Firenze, 8 aprile 2021 - Una notte di gelo, quella passata in Toscana. Tutta la regione è andata sottozero, con precisione il 70 % delle stazioni meteorologiche poste in Toscana e registrate dal Centro funzionale della Regione. E' il Consorzio Lamma a fornire il dato,  lo stesso Lamma che per i prossimi giorni indica una moderata ma continua crescita delle temperature.

MONTALCINO, PAGLIA BRUCIATA PER SCALDARE L'ARIA NELLE VIGNE DEL BRUNELLO

Il record di gelo notturno è stato registrato dalla stazione meteo di Palazzo del Pero (-9° alle 6,15), in provincia di Arezzo, e nella stessa provincia ci sono state altre località con piccominimo compreso fra meno 9 e meno 8: Badia Agnano, Monterchi e Ortignano. A Cesa -7°, a Monte San Savino e Anghiari meno 6.

Anche fra le provine di Siena e Grosseto la temperatura è colata a picco andando a toccare punte fra i meno 8 e i meno 7 (come registrato dalle stazioni di Roccatederighi e Gaiole in Chianti). Anche Monteroni d'Arbia ha sfiorato i meno 7, come sulla vetta dell'Amiata nel territorio di Abbadia San Salvatore.

Più ampia la zona dove si è scesi a meno 5: dal Mugello alla Valdelsa, dalle stazioni di Montespertoli (Firenze) a Montopoli (Pisa), dal San Baronto alla Montagna Pistoiese (Castelmartini e Boscolungo), ma anche in Lunigiana (Licciana Nardi) alla provincia di Lucca (Barga, Camporgiano, Passo Radici).

I danni delle gelate nel settore dell'agricoltura e dell’ortofrutta toscana è enorme. Confagricoltura spiega: la produzione di albicocche danneggiata quasi totalmente, si stima l’80%; nettarine e pesche dal 70 al 50% in meno. “Una situazione drammatica, è il terzo anno consecutivo che registriamo danni ingenti, ma questo 2021 è peggio degli altri”, dice Antonio Tonioni, presidente del settore Ortofrutta di Confagricoltura. Ora l’attenzione è sul melo e il pero in piena fioritura: “Un’altra gelata sarebbe disastrosa”, continua Tonioni.

Stimare i danni è comunque prematuro. “Possiamo però  dire già che sono superiori a quelli del 2020. Le gelate di quest’anno hanno trovato la campagna già pronta e in fioritura a causa di un febbraio caldo. Dobbiamo aspettare maggio per vedere le perdite effettive, quando capiremo se i frutti rimasti sugli alberi sono buoni o cadranno perché irrimediabilmente danneggiati”.

Il freddo 'artico' manda in tilt anche l'agricoltura pisana. A rischio le produzioni di fave, piselli, carciofi, zucchine. Tanta la preoccupazione per la famosa ciliegia di Lari. Per gli alberi da frutto, sollecitati dalle temperature miti di questi giorni, il risveglio è stato tormentato. Oltre a frutta e verdura a rischio le coltivazioni più precoci di mais, che potrebbero dover essere riseminate ma fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l'ulivo. L'abbassamento delle temperature scese al di sotto delle zero in molti territori hanno danneggiato le produzioni agricole e frutticole. Le situazioni più preoccupanti si registrano tra San Miniato e Cascina, San Giuliano e Vecchiano e più in generale nella Valdiserchio. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell'ondata di freddo artico sulla provincia di Pisa.