Eugenio Giani (foto Germogli)
Eugenio Giani (foto Germogli)

Firenze, 22 gennaio 2021 - Come ampiamente atteso, la Toscana resta in zona gialla. La conferma arriva dalla pagina Facebook di Eugenio Giani: il presidente della Regione scrive infatti di aver "appena parlato con il Ministro Speranza: la Toscana per la terza settimana di fila sarà zona gialla. Siamo una grande comunità, consapevole e attenta al rispetto delle regole come abbiamo ampiamente dimostrato in queste settimane. Adesso continuiamo così, manteniamo la responsabilità che ci appartiene e impegniamoci per diminuire sempre più i contagi".

L'Rt puntuale della Toscana è sotto 1, per la precisione 0.98, e per questo la regione si classifica a rischio basso insieme ad Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, e Liguria.

LE ALTRE REGIONI - Intanto tiene banco la querelle legata alla Lombardia , che passa da domenica in zona arancione (insieme alla Sardegna) dopo che un 'errore' nel calcolo dell'Rt la settimana scorsa aveva fatto scattare le misure più restrittive previste per la zona rossa. Ed è scambio di accuse tra la Regione e il Governo su chi debba assumersi la responsabilità della valutazione errata, che ha imposto la chiusura per una settimana dei negozi e il divieto di spostamento anche all'interno dei comuni. "Abbiamo sempre fornito informazioni corrette, puntuali e precise, a Roma devono smetterla di calunniare la Lombardia", attacca il presidente Attilio Fontana al quale replicano ministero e Istituto superiore di Sanità: è stata la Regione ad inviare i dati che la collocano in zona rossa e che poi lei stessa ha rettificato, cambiando il numero dei soggetti sintomatici notificati.

Il dato 'incriminato' su cui si consuma lo scontro riguarda l'Rt ed è quello del monitoraggio relativo alla settimana dal 4 al 10 gennaio, aggiornato al 13, quindi 48 ore prima della riunione della cabina di regia che ha decretato la zona rossa. Nel documento si riporta che "due Regioni e province autonome (Bolzano e Lombardia) hanno un Rt puntuale maggiore di 1,25 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 3". La Lombardia, in particolare, aveva un Rt 1.4 - con un valore inferiore di 1.38 e un valore massimo di 1.43 - e una classificazione complessiva del rischio alta. Numeri che, in base ai parametri introdotti con il decreto del 13 gennaio, fanno scattare automaticamente la zona rossa. Secondo la Lombardia, però, quel numero è frutto di una "sovrastima da parte dell'Istituto superiore di Sanità" dovuta a un errore di valutazione: i tecnici della Cabina di regia non avrebbero tenuto conto della circolare del 12 ottobre firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza con la quale si è stabilito che per dichiarare guarito un paziente basta un solo tampone molecolare e non più due. E non avrebbero tenuto conto della "distonia" tra il dato relativo all'Rt e tutti gli altri indicatori, evidenziata già venerdì scorso dalla Regione.

In zona gialla rimangono Basilicata, Campania, Molise, Toscana e provincia di Trento.