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15 giu 2022

Corpus Domini, l’origine e il significato della festa

L’istituzione della solennità è legata al miracolo di Bolsena: ecco cosa avvenne nel 1263

 

15 giu 2022
Corpus Domini al Duomo di Firenze
Corpus Domini al Duomo di Firenze
Corpus Domini al Duomo di Firenze
Corpus Domini al Duomo di Firenze

Firenze, 15 giugno 2022 - La Festa del Corpus Domini (Corpo del Signore),  ossia la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristom cade quest’anno il 16 giugno, ed è una festa profondamente radicata nella nostra storia secolare. Non ha una data precisa,  si celebra infatti il giovedì successivo alla festa della Santissima Trinità, e la domenica successiva si tiene si tiene la processione.  Venne istituita a Orvieto da papa Urbano IV, con la bolla Transiturus dell'11 agosto 1264 e rievoca la liturgia della Messa in Cena Domini.

Il significato della festa

Questa solennità, che è di precetto, è stata istituita per affermare la divinità di Gesù e del Suo Corpo vivo e vero nell’ostia consacrata, per ravvivare nei fedeli la fede nel Signore, ed espiare i peccati e i sacrilegi che sono stati commessi contro il sacramento della santa Eucaristia.

La storia

Questa solennità nacque in Belgio nel 1247, precisamente nella diocesi di Liegi, per celebrare la reale presenza di Cristo nell'Eucaristia. E questo in contrapposizione alle tesi di Berengario di Tours, che sosteneva invece che la presenza di Cristo era simbolica e non reale. Ma fu grazie alla suora agostiniana Giuliana di Cornillon,  che visse nella prima metà del tredicesimo secolo, che ci fu, di fatto, l'introduzione vera e propria della festività nel calendario cristiano.

Si racconta che da ragazza la suora avrebbe avuto una visione, la Chiesa le sarebbe apparsa con le sembianze di una luna piena con una macchia scura al centro, segno evidente che mancava una celebrazione. La suora avrebbe avuto poi una nuova visione nel 1208,  questa volta Cristo stesso le sarebbe apparso per chiederle di adoperarsi per far istituire la solennità del Santissimo Sacramento. È ciò che fece con insistenza da quando, nel 1222, divenne priora del convento di Mont Cornillon, invocando in particolar modo il vescovo di Liegi, Roberto de Thourotte. Questi nel 1246 convocò un concilio ordinando la celebrazione della festa del Corpus Domini dall'anno successivo, perché a quell'epoca i vescovi avevano la facoltà di istituire nelle loro diocesi delle festività.

Il miracolo di Bolsena

Nell'estate del 1263 a Bolsena avvenne un miracolo eucaristico. L'ostia, al momento della consacrazione, iniziò a sanguinare mentre un sacerdote stava celebrando la santa messa. Il sacerdote era  Pietro da Praga e dubitava della  presenza reale di Cristo nell'ostia e nel vino consacrati. Andò in pellegrinaggio a Roma per pregare sulla tomba di Pietro e al ritorno si fermò a Bolsena, dove il giorno dopo disse messa nella Grotta di Santa Cristina. Il miracolo, che venne immortalato da Raffaello nel 1512 in un noto affresco, fu immediatamente riferito dal sacerdote a papa Urbano IV che si trovava a Orvieto, il cui vescovo venne inviato sul posto per verificare quanto riferito.

Festa di precetto

Dopo la morte di suor Giuliana e del vescovo Roberto de Thourotte, Papa Urbano IV, riconobbe il miracolo eucaristico di Bolsena e l’11 agosto del 1264 istituì come festa di precetto la solennità del Corpus Domini estendendola con una bolla papale alla Chiesa universale. La festività venne fissata il giovedì dopo l'ottava della Pentecoste. Niccolò IV fece edificare nel 1290 il Duomo di Orvieto proprio per custodire il corporale.

La solenne processione

Nell’occasione di questa solennità si porta in processione in un ostensorio un’ostia consacrata sotto al baldacchino per permettere alla comunità di fedeli di unirsi nell’adorazione di Gesù presente nel Sacramento, vivo e vero.

La solennità a Firenze

L’Arcivescovo di Firenze, Cardinal Giuseppe Betori, giovedì 16 giugno presiederà la messa solenne in Cattedrale alle 20.30, al termine della quale ci sarà la processione del Corpus Domini che si svolgerà in piazza. Alla fine si rientrerà in Duomo per la benedizione conclusiva.

Maurizio Costanzo

 

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