Il filo diretto de La Nazione
Il filo diretto de La Nazione

Firenze, 25 febbraio 2020 - Si è svolto nella sede de La Nazione di Firenze il filo diretto, al telefono e in diretta Facebook, sull'emergenza coronavirus. A moderare il filo diretto la giornalista Ilaria Ulivelli, con l'introduzione della direttrice della "Nazione", Agnese Pini. Hanno risposto Gian Maria Rossolini, direttore della Microbiologia e virologia dell’azienda universitario-ospedaliera di Careggi, Stefano Grifoni, responsabile dell’Accettazione e urgenza (Pronto soccorso) di Careggi, Federico Gelli, direttore Grandi emergenze Asl Toscana Centro,  Miaomiao Huang che in questi giorni ci sta aiutando per fare da ’ponte’ con la comunità cinese.

 

E' la direttrice de La Nazione, Agnese Pini, a introdurre gli ospiti del nostro filo diretto. Poi parola ai lettori.

IL COLLEGAMENTO CON IL NORD - Ecco la prima domanda: "Io sono di Siena, mio nipote vive a Sesto Fiorentino. Volevo sapere se i casi toscani (Firenze e Pescia, ndr) siano legati ai focolai già esistenti nel Nord". Risponde Federico: Gelli: "Sono in corso indagini epidemiologiche per capire i possibili percorsi di queste due persone, comunque sono in ospedale e non ci sono pericoli per le altre persone".

CI SONO POSTI A SUFFICIENZA NEGLI OSPEDALI? - Seconda domanda da parte di un lettore: "Chiamo da Grosseto. La situazione degli ospedali riguardo ai posti letto di rianimazione qual è? In caso di epidemia saremmo attrezzati?". Ancora Gelli: "Se ci fossero nuovi casi dipende se saranno asintomatici o molto lievi oppure se avranno bisogno di cure ospedaliere, si spera solo pochissimi casi saranno soggetti a ricoveri in terapia intensiva".

CI SI PUO' SPOSTARE DAL NORD? - Terza domanda: "Chiamo da Bologna e mio figlio, musicista, deve venire a Firenze per delle prove. Se al Nord chiudono le scuole e interrompono le attività, il fatto che vengano dei ragazzi da Milano che magari lì non possono andare in conservatorio ma a Firenze sì... non è un controsenso?". Ancora Gelli: "Ancora la Toscana non è soggetta alle forme più restrittive previste dalla Presidenza del consiglio dei ministri e non sono state predisposte forme di chiusura di scuole negozi o simili. Al momento non c'è nessuna restrizione alla circolazione. Oltretutto il problema riguarda le zone dei focolai, e lì ci sono già restrizioni. Chi viene da Milano può spostarsi".

QUANTO VIVE IL VIRUS? - Da Facebook: "Quanto sopravvive il virus sugli oggetti?". Risponde Rossolini: "Ci sono studi che hanno riportato sopravvivenza del virus per alcuni giorni, certo che è molto variabile perché dipende anche l'oggetto a cosa è esposto, se viene pulito...".

L'ASMA - Ancora da Facebook una lettrice asmatica chiede se sia più esposta degi altri. Risponde Grifoni: "Si tratta di un virus che circola come quelli influenzali, ricordiamoci che dobbiamo condurre una vita normale".

LE TERAPIE - Ancora un lettore al telefono: "Dallo Spallanzani è stato detto che ci sono dei pazienti che sono guariti con una terapia sperimentale". Risponde Grifoni: "Ci sono farmaci usati su pazienti Hiv positivi che sembra abbiano efficacia su questi pazienti. Dobbiamo considerare che l'andamento del virus è potenzialmente importante ma solo in percentuale bassissima di casi crea gravi danni polmonari e insufficienza respiratoria".

I PROVVEDIMENTI PER GLI ALBERGHI - Avanti con le domande: "Lavorando in un grande albergo di Firenze, esiste una normativa del governo che stabilisce un obbligo di indossare guanti, mascherine e così via?". Risponde: Gelli. "Solo nei territori interessati da focolai esiste una normativa specifica. Poi in maniera graduale e proporzionata alla gravità in cui ci si trova possono essere stabilite misure particolari".

CHI TORNA DALL'ORIENTE - E ancora: "Un ragazzo che la scorsa settimana è stato a Tokyo e Singapore ed è tornato ieri, dovendo tornare a lavorare, cosa deve fare?". Dice Gelli: "Questa persona deve segnalare la sua presenza e il suo ritorno alle autorità sanitarie, la cosa migliore è che si rivolga al proprio medico di medicina generale. I medici di medicina generale devono essere a disposizione, sennò c'è anche il numero multilingue che abbiamo attivato: 055.5454777".

LE SCUOLE - Una delle domande più frequenti arrivate via Facebook riguarda le scuole. Dice Gelli: "La chiusura eventuale delle scuole verrà decisa con un decreto del governo in accordo con la presidenza della Regione. E' una scelta che deve essere presa a livello centrale in base alla gravità dei casi presenti sul territorio. Al momento in Toscana non è prevista alcuna chiusura, anche se è possibile che nelle prossime ore quesata decisione possa essere rivista".

CHI HA SINTOMI CHE  DEVE FARE? Cosa deve fare chi ha sintomi simil influenzali? Risponde Grifoni: "Rivolgersi al proprio medico curante. Però chi ha una insufficienza respiratoria può chiamare il 118".

L'INFLUENZA - E' la direttrice Pini a chiedere se il coronavirus sia paragonabile all'influenza. Risponde Rossolini: "I casi che si presentano come un raffreddore o un mal di gola non avrebbero colto l'attenzione dei medici, i medici se ne sono accorti quando hanno visto i casi gravi e solo allora si è capito che si trattava di un nuovo virus. La maggior parte delle infezioni è banale ma sappiamo che possono esserci infezioni gravi, soprattutto nei soggetti più fragili. Quindi è giusto attivarsi ed essere prudenti, per proteggere questi soggetti, come si dovrebbe fare e come si fa con l'influenza. Per la quale abbiamo un vaccino. Quando non c'era, era un problema, pensate alla Spagnola. Ma da questo punto di vista la situazione va ridimensionata". Aggiunge Gelli: "Questo virus è altamente contagioso, ma scarsamente letale".

LA PRIVACY - Di nuovo parola ai lettori al telefono: "Ma si può sapere il percorso della persona malata o la privacy lo vieta? Sapere dove è stato, in che ristoranti è stato...". Risponde Gelli: "L'indagine epidemiologica è una vera e propria indagine investigativa. Si cercano i contatti stretti che la persona ha avuto. E siamo aprtiti già da stanotte. Abbiamo individuato e controllato il mezzo di soccorso che ha usati, i sanitari che lo hanno soccorso, i familiari, i contatti che ha avuto durante i vari incontri degli ultimi 14 giorni. E queste persone sono tutte sotto monitoraggio". 

POLITRASFUSI - Chiama Domenico, un lettore politrasfuso di Volterra che chiede se debba osservare attenzioni particolari. Dice Grifoni: "Servono le stesse attenzioni di tutti, soprattutto a evitare contatti a rischio, ma per il resto non c'è nessuna indicazione specifica per chi deve fare trasfusioni o è politrasfuso".

Una piccola pausa con Miaomiao Huang che racconta come la comunità cinese di Prato sta vivendo la situazione. "Abbiamo tutti paura - dice - è normale, ma l'effetto che sta avendo questa psicosi nei confromti della comunità cinese è grave. La comunità è impaurita dalla reazione dei cittadini italiani. Ci sono stati episodi di bullismo e addirittura di violenza in alcune zone d'Italia, non a Prato, sono situazioni inaccettabili. Come se il virus avesse acceso una discriminazione verso la comunità cinese". E la direttrice Pini, che ricorda come gli italiani vengano a loro volta discriminati da parte di altri paesi europei, invita Miaomiao per fare un appello al buonsenso per tutti, italiani, cinesi e tutti gli altri. "In momenti come questi bisogna essere uniti, solidali e usare il buonsenso alla massima potenza. Siamo essere umani, tutti vulnerabili, quindi non è facile, ma soprattutto in quest'epoca di social imperanti che alimentano la paura dobbiamo smontare le fake news, dire sì alle precauzioni ma no al panico perché ci si fa del male e basta".

LA COMUNITA' CINESE - Ancora un lettore al telefono: "Come mai la Regione che ha la comunità cinese più grande non ha aperto un tavolo con la comunità?". Gelli: "Il nostro interlocutore è stato il console generale che ha organizzato numerosi incontri, se poi non sono rappresentativi della comunità...". 

FAKE NEWS - La direttrice Pini ripropone alcune notizie che circolano su Facebook. Prima di tutto per smentire la chiusura del pronto soccorso di S. Maria Nuova a Firenze, che, come dice Gelli, è stato sanificato e riaperto (il pronto soccorso) dopo una breve chiusura per permettere l'intervento. Il numero dei casi a Firenze: dice Gelli, "a Firenze ad oggi uno e in attesa della conferma dell'Istituto superiore di sanità".

CODOGNO - Chiediamo al dottor Grifoni dei medici di pronto soccorso di Codogno: "A volte la parte epidemiologica che tutti gli ospedali affrontano poi successivamente si modifica. A un certo punto magari viene fuori che il paziente ha avuto un contatto con un apersona che solo successivamente è risultata positiva. Non è semplice individuare questi pazienti". E ribadisce Gelli: "Il tampone va fatto ai pazienti con sintomi, non ha senso farlo a chi è asintomatico perché potrebbe produrre dei falsi negativi".

TURISMO - Parola ai lettori al telefono: interviene Daniele Barbetti, presidente di Federalberghi Toscana. "Stiamo vedendo moltissime cancellazioni in questi giorni. Solo a Montecatini Terme da qui a maggio si stimano 8 milioni di fatturato in meno, in Versilia sono stati cancellati appuntamenti di rilievo, su Firenze c'è molta preoccupazione. Si deve fare corretta informazione e ringrazio La Nazione per questa iniziativa che va in questo senso".

PROVVEDIMENTI D'URGENZA - Interviene Gelli: "Il governatore Rossi ha concluso da poco l'incontro con i sindaci toscani. Ha spiegato che non ci sono le condizioni per provvedimenti di emergenza, rimane una grande allerta e una importante azione preventiva, continuiamo a tenere sotto controllo i casi sospetti e fare i test".

MASCHERINE E GEL - Ricorda Gelli: "Le mascherine non servono a nulla, difendono gli altri perché evitano di diffondere ulteriormente il virus per via aerea, ma non te stesso perché il virus ha altri modi di contagiare. Bisogna lavarsi le mani spesso o usare i gel a base alcolica, anche se è difficile trovarne perché c'è stato un ingiustificato assalto ai supermercati". Dice Rossolini: "Lavarsi le mani spesso perché così si tengono lontane moltissime malattie".

IL CASO FIORENTINO - Parola a una lettrice al telefono: "Visto che il signore risultato positivo a Firenze è tornato in Italia da Singapore il 6 gennaio, vuol dire che il virus non l'ha preso laggiù ma in Italia...". Gelli: "Stiamo facendo l'indagine epidemiologica in questo senso".

POSSO VENIRE A FIRENZE? - Un lettore al telefono: "Fra due giorni devo venire a Firenze, vengo da Palermo dove c'è stato un caso di coronavirus. E' prudente fare il viaggio?". Dice Gelli: "Ad oggi non ci sono limitazioni alla circolazione e nessuna quarantena le verrebbe imposta".

LE RACCOMANDAZIONI FINALI - Rossolini: "Conviviamo quotidianamente con tantissimi batteri e virus e alcuni sono anche 'amici'. Non dobbiamo cedere alla paranoia. Dobbiamo seguire le normali precauzioni che si devono seguire per evitare le trasmissioni di tutte le malattie infettive, l'ansia è la peggiore consigliera perché ci porta a comportamenti scorretti o addirittura ancor più a rischio".

Gelli: "Aggiungerei dei consigli. Se qualcuno ha una sindrome influenzale o da raffreddamento, con tosse, il consiglio è rimanere a casa. Ogni anno oltre 6mila persone muoiono per complicanze legate all'influenza, della normale influenza. Quindi in questo momento sarebbe magari auspicabile stare a casa un giorno o due in più. E di nuovo: lavarsi frequentemente le mani".

(a cura di Luca Boldrini)