Medici fuori dall'ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze (New Press Photo)
Medici fuori dall'ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze (New Press Photo)

Firenze, 23 marzo 2020 - In Toscana siamo a 2277 casi positivi da coronavirus: 265 quelli registrati nell’ultimo monitoraggio giornaliero; cresce anche il numero dei decessi: complessivamente 91, dei quali 19 registrati in un solo giorno.

Dopo il caso di Massa, ora all’attenzione della Regione c’è una nuova anomalia da monitorare: il contagio a Pistoia. Nella provincia pistoiese dall’inizio dell’epidemia sono stati rilevati 215 casi di positività alla Covid19. Un numero abnorme rispetto alla popolazione (290mila persone in tutta la provincia) se confrontato con i casi di Prato (129 su una popolazione leggermente inferiore nell’intera provincia) e di Firenze (514, compresa Empoli, su un milione di abitanti).

Per questo oggi l’unità di crisi dell’Asl Toscana centro si riunirà all’ospedale San Jacopo: dopo aver vagliato attentamente i casi, si darà il via a un approfondimento epidemiologico per capire le ragioni di un contagio così diffuso che sta cominciando a mettere sotto pressione l’ospedale.

Rapidità d’azione per battere il virus sul tempo. Ora che le relazioni interpersonali sono limitate al massimo, la strategia d’urto è individuare i positivi e isolarli il prima possibile dai contatti familiari, spezzando così la catena di trasmissione: per questo la Regione punta a un doppio obiettivo.

Il primo punto è triplicare la capacità di effettuare tamponi, aumentandone il numero già da questa settimana a 3.500 al giorno, ma dovrebbero salire ancora potenziando ulteriormente il numero laboratori: solo nell’Asl Toscana centro si potrà far conto su 2.400 tamponi da effettuare anche sul territorio, nelle unità speciali di medicina generale create per assistere i cittadini sul territorio (ce ne sarà una ogni 30mila abitanti).

Oltre a Careggi i tamponi saranno analizzati in due istituti privati accreditati di Firenze che sono già stati convenzionati, al Meyer, all’Ispro, a Siena, Grosseto, Arezzo, Pisa, Livorno e Lucca. Ma la Regione, consapevole che il metodo dei tamponi a tappeto su tutta la popolazione è pressoché inapplicabile, vara il ’modello Toscana’.

E’ in fase già avanzata di sperimentazione e sta dando risultati molto incoraggianti il kit rapido che consente di vedere nel sangue se sono stati sviluppati anticorpi contro il virus. "Si tratta di un test rapido che fornisce risposta in pochi minuti, semplice da esguire, tanto che si può fare anche al letto del malato da personale non esperto e, addirittura, adatto anche per l’autosomministrazione", spiega il direttore del laboratorio di Virologia e microbiologia clinica di Careggi, prof Gian Maria Rossolini.

Una svolta epocale rispetto al tampone che richiede un percorso lungo e complesso in laboratori attrezzati. In pratica con una lancetta si punge il dito per ottenere una goccia di sangue: su una striscia compaiono una o due bande che mostrano la presenza di immunoglobuline M che compaiono più precocemente e indicano un’infezione in corso, e immunoglobuline G che compaiono più tardivamente e permangono più a lungo indicando che il sistema immunitario ha svilup pato le difese contro il virus.

Tra una settimana il test rapido sarà pronto. Si comicerà sugli operatori sanitari per poi estenderlo ad altre categorie di lavoratori a rischio e, dopo, a tutta la popolazione.

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