Massa, 8 dicembre 2020 -  Cibo di qualità scadente e insufficiente. Giacigli di fortuna e condizioni igienico-sanitarie vergognose. Vessazioni e minacce. Vittime, minori disagiati. Uno scenario inquietante emerso in prossimità delle festività natalizie nella provincia di Massa Carrara, fino alla Lunigiana. Otto le misure cautelari della Procura della Repubblica apuana che ha ricostruito, grazie alle indagini del comando provinciale dei carabinieri, una vicenda scabrosa che ha al centro i minori ospitati (da soli o con le famiglie) in strutture protette gestite da una cooperativa apuana: la Serinper.
 

L’operazione, denominata “Accoglienza“, ha portato agli arresti domiciliari di Enrico Benassi, Tamara Pucciarelli e Alessio Zoppi, rappresentanti della cooperativa che gestisce numerose strutture, nonché del sindaco Filippo Bellesi di Villafranca in Lunigiana, della dirigente Asl Rosanna Vallelonga, dei funzionari di enti locali Mauro Marcelli e Paola Giusti e del giudice onorario Rosa Russo del Tribunale dei minori di Firenze. Tutti accusati di corruzione e traffico di influenze illecite. E nell’indagine sono rimasti coinvolti anche il presidente della Provincia di Massa Carrara Gianni Lorenzetti, il presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti e il consigliere comunale di Montignoso Marino Petracci (Pd).
 

Il primo è indagato perché non avrebbe segnalato un abuso edilizio commesso dalla cooperativa (un campetto da calcio accanto ad una delle strutture gestite dalla Serinper), mentre Benedetti e Petracci avrebbero esercitato pressioni politiche su alcuni dirigenti comunali di Massa e di Montignoso per favorire la cooperativa, ottenendo in cambio assunzioni di amici (il primo) e parenti (il secondo: la moglie).
E c’erano proprio le assunzioni al centro del “sistema“: in cambio della sistemazione di familiari e conoscenti nella cooperativa, i funzionari pubblici favorivano e, se necessario, “coprivano“ la Serinper, permettendole di ospitare un numero di ospiti maggiore rispetto a quello legale, facendo ‘spiate ‘ sui controlli e le ispezioni in modo da dare un volto rispettabile alle strutture che si avvalevano anche di personale senza qualifiche. Un “sistema“ che ha permesso alla cooperativa di passare dai 200mila euro di fatturato del 2011 ai 2 milioni e 740mila euro del 2017.
Le indagini sono durate un paio d’anni: ieri il blitz. Dall’alba i carabinieri hanno effettuato decine di perquisizioni, acquisito documenti e recapitato gli otto provvedimenti di arresti domiciliari e i tre avvisi di garanzia. E l’indagine è solo all’inizio.
 


Maria Nudi