I viaggiatori in attesa
I viaggiatori in attesa

Firenze, 6 dicembre 2021 - Treni in ritardo di ore sulla direttrice fra Roma e Firenze, stazioni affollate da passeggeri sull’orlo di una crisi di nervi da Milano a Napoli e l’Italia spaccata a metà in un sabato nero per le Ferrovie. Tutta colpa del nodo fiorentino dove è in corso la messa a punto del sistema Accm (Apparato Centrale Computerizzato Multistazione). Un sistema studiato, invece, per migliorare la circolazione dei treni in un nodo ferroviario che da anni soffre di un sovraffollamento di convogli in transito.

"Quello che è successo – ha subito preso la palla al balzo il presidente della Regione, Eugenio Giani – deve essere un campanello d’allarme sull’urgenza di realizzare il sottoattraversamento dell’Alta velocità a Firenze. L’idea di dilatare la fine lavori del tunnel Belfiore-Campo di Marte al 2028 è assurda. Dobbiamo invece impegnarci a rispettare i tempi imposti dal Pnrr e puntare a concludere tutto almeno nel 2026. Solo così potremo rendere il sistema ferroviario italiano efficiente e degno di un paese europeo, e non vulnerabile come invece ha dimostrato di essere nella giornata di sabato. Giani ha "protestato fortemente con Fs. Inutile pensare ad altre strategie sull’Alta velocità – ha aggiunto – se prima non si completa l’asse fondamentale in Italia, ovvero il collegamento Milano-Roma con i nodi di Bologna e Firenze quali punti strategici dai quali si diramano i collegamenti verso l’Adriatico da Bologna, e verso il Tirreno da Firenze", ed è quindi "inutile parlare della prospettiva di valorizzare il trasporto pubblico locale su rotaia" se "prima non si rende prioritaria la realizzazione del tunnel fiorentino". 

L’analisi di Giani è precisa: Firenze è uno snodo che, finché non vedrà realizzato il tunnel che permetterà la separazione dei treni Av convogliati sul passaggio sotterraneo rapido dai treni regionali e locali destinati ai binari in superficie, sarà sempre esposto a una fragilità che potrà far piombare la stazione di Santa Maria Novella in situazioni come quella di sabato. La commistione dei due canali, Av e treni regionali, fa sì che ogni ritardo di un treno Av si rifletta sul sistema dei treni locali, e lo sanno bene i pendolari che da anni protestano per ritardi e disservizi. 

"Quello che è successo sabato con il blocco del nodo ferroviario di Firenze – rincara la dose il sindaco Dario Nardella – ci conferma ancora una volta quanto sia indispensabile completare i lavori di sottoattraversamento Av della città. Se non si risolve in modo strutturale il problema di questo nodo ferroviario continueremo a rischiare di dividere il Paese in due, con disagi insostenibili per i pendolari locali e per tutti viaggiatori".