Laboratorio
Laboratorio

Firenze, 7 settembre 2019 - Sono 17 le morti sospette per il batterio New Delhi in Toscana. Si tratta del batterio resistente agli antibiotici rispetto al quale la Regione Toscana si è attrezzata con un monitoraggio continuo della situazione. In molti casi le persone che hanno contratto la malattia soffrivano già di altre patologie. E quindi le Asl stanno studiando caso per caso. Per questo, anche se le persone infettate sono 64, i casi sotto la lente sono 44. Di queste 44 persone, 17 appunto sono decedute. Si tratta di una percentuale vicina al 40%. 

"Abbiamo però uno dato aggiornato - dicono dalla Regione - per quanto riguarda il Cisanello di Pisa, l'ospedale che concentra il maggior numero di casi di infezione: nell'ultimo monitoraggio, su 31 casi di infezione (quindi dato ad oggi), si registravano 10 casi di mortalità, pari al 32%".

La cautela nel comunicare il numero dei decessi - fanno sapere dagl uffici dell'assessorato - è dovuta alle condizioni generali di questi pazienti: non è detto che la causa della morte sia stata necessariamente il batterio New Delhi, le cause possono essere altre, oppure il batterio può essere una concausa. Il dato netto di causa-effetto sarà disponibile solo dopo una attenta analisi e valutazione.

Dalla settimana prossima, la Regione darà comunque costante comunicazione dei dati attraverso un monitoraggio continuo dei numero di portatori del batterio, degli infetti e dei decessi, presidio per presidio, in tempo reale, allo scopo anche di contribuire ad una corretta informazione tesa in particolare a rassicurare e ad adottare le misure di prevenzione, ovvero ridurre l'utilizzo non corretto di antibiotici.

Si ricorda peraltro che in questi mesi la Regione Toscana è stata in costante contatto con il Ministero della salute e l'Istituto superiore di sanità, e il tema è stato oggetto di confronto all'interno del Tavolo regionale relativo al Piano Nazionale di Contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza (PNCAR), a partire da marzo 2019. E' stata poi costituita una Unità di crisi regionale, tuttora attiva, della quale fanno parte professionisti esperti in materia di infezioni correlate all'assistenza nelle diverse discipline coinvolte.