Firenze, 4 marzo  2021 - I bambini. Nella battaglia contro il virus cominciata un anno fa, almeno i più giovani erano stati risparmiati dalle conseguenze peggiori del Covid. Ora invece comincia a preoccupare l’aumento esponenziale dei contagi in età pediatrica e adolescenziale, che ha raggiunto percentuali fino al +129% in una settimana. E soprattutto cresce il numero delle ospedalizzazioni.

"Nella prima ondata epidemica non avevamo avuto ricoveri di minorenni in terapia intensiva, in questa seconda ondata siamo già a dieci", spiega il direttore generale dell’azienda ospedaliero universitaria Meyer, Alberto Zanobini. Ma ciò che più inquieta è il picco di ricoveri registrato ieri: sette bambini hanno saturato la bolla Covid del Meyer, e una quattordicenne di Grosseto è da due giorni in terapia intensiva con polmonite interstiziale, un quadro di malattia grave ma stabile che non ha richiesto l’intubazione.

Nelle settimane precedenti non erano mai stati ricoverati più di due bambini contemporanemente. Nei prossimi giorni si prevede un ampliamento del numero di posti nel reparto Covid. Nel mondo sanitario i pediatri si dividono tra chi asserisce che le varianti del virus colpiscono di più i bambini e chi è convinto che invece non sia colpa del virus né della scuola, ma dei comportamenti individuali. I bambini ai giardinetti non rispettano le norme di distanziamento, ma è difficilissimo pretenderlo, dopo un anno di limitazioni.

"Il comitato tecnico scientifico dice che le varianti si trasmettono soprattutto fra bambini e adolescenti – spiega accorato il governatore toscano Eugenio Giani – Per questo il premier è intervenuto con il nuovo dpcm che chiama in causa i presidenti delle Regioni che dovranno chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse e in quelle a rischio".

Assillano i numeri del contagio. In una settimana (dal 20 al 26 febbraio, rispetto alla precedente dal 13 al 19) i nuovi positivi tra i bambini di un anno sono aumentati del 108%, passando da 13 a 27; a due anni da 14 casi a 32 (aumento del 129%), a quattro anni da 35 a 61 (+74%), a cinque anni da 30 a 49 (+63%), a sei anni da 25 a 48 (+92%), a sette anni da 36 a 62 casi (+72%), a nove da 37 a 65 (+76%), a dieci da 49 a 77 casi con una crescita percentuale del 57%. Anche in età adolescenziale i numeri crescono significativamente. Per esempio fra i quindicenni i nuovi casi positivi in una settimana sono passati da 50 a 86, con un aumento del 72%. Complessivamente nella fascia tra 0 e 18 anni i casi sono cresciuti da 807 a 1.166 , con aumento del 44%. La fascia con l’incremento maggiore, insieme a quella dei giovani 19-34 anni. E dal 26 febbraio sono aumentati ancora.