Mario Draghi insieme al suo cane mentre fa jogging
Mario Draghi insieme al suo cane mentre fa jogging

Firenze, 10 febbraio 2021 - I cani, si sa, sono i migliori e più fedeli amici dell’uomo. Anche, soprattutto, dei Premier. Che proprio agli amici a quattro zampe riservano il loro lato più tenero e affettuoso. Tutti, nessuno escluso, a cominciare dall’ex presidente della Bce, Mario Draghi, convocato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per formare un nuovo governo. Che ha infatti un adorabile bracco ungherese dal quale, insieme alla moglie Maria Serenella Cappello, è inseparabile.

Di Mario Draghi, l’uomo che ha salvato l’eurozona, dotato di un talento e di un’intelligenza fuori dal comune che gli ha permesso di guadagnare la stima e l’ammirazione a più livelli, universalmente riconosciuto come l’uomo delle imprese impossibili, che regola il suo orologio con cinque minuti di anticipo per essere puntuale ad ogni appuntamento, e che cosciente del suo ruolo istituzionale ha sempre lasciato trapelare poco di sé, proprio attraverso il suo rapporto con l’inseparabile amico a quattro zampe, possiamo avere un rapido scorcio nel suo privato. Chi lo conosce bene, sa che Draghi nutre un profondo amore per gli animali, che lo porta a scegliere per il suo amico a quattro zampe solo crocchette di alta qualità che ha premura di acquistare in un negozio specializzato di Roma.  Pur essendo riservatissimo, il premier incaricato Draghi spesso è stato avvistato a correre nel parco proprio in compagnia del suo Bracco dal pelo color caramello, insieme percorrono diversi chilometri sempre molto affiatati.

Stesso rapporto amorevole per il premier uscente Giuseppe Conte, che prima di affrontare una delle tante impegnative settimane di lavoro, tempo fa si concesse un po’ di relax domenicale postando una foto in cui, sdraiato su un prato, giocava con due cuccioli. E come non ricordare di quando, a Pratica di Mare, è stato protagonista di un incontro con il cane Zagor. Il presidente del Consiglio Conte non ha resistito al fascino del bracco italiano in forza all’Arma dei Carabinieri, e ha consentito che l’animale gli saltasse addosso, lasciandosi andare a tante carezze affettuose. Per questo momento di grande tenerezza, Giuseppe Conte è stato paragonato all’ex premier Silvio Berlusconi, che non ha mai nascosto il suo profondo amore per gli amici a  quattro zampe. Anche ora, per la rima uscita pubblica dopo tanto tempo, il presidente di Forza Italia è arrivato a Montecitorio per guidare la delegazione del suo partito nel secondo giro di consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, portando a Roma il suo fedele cagnolino da cui è inseparabile. Al suo seguito, oltre alla scorta, c’era infatti anche il barboncino bianco Dudù, al suo fianco da diversi anni, che lo ha accompagnato anche durante questo viaggio, ed è rimasto ad aspettarlo nella villa sull’Appia antica. Dudù è una piccola star, comparsa con l’ex premier e tutta la famiglia sulle copertine di varie riviste. Ma sono tanti i politici che non nascondano l’amore per gli amici a quattro zampe, dall’ex premier Mario Monti e il suo maltese Empy, a Beppe Grillo che ha ribadito la sua adorazione per il suo Delirio.

E come Dario Franceschini è affezionatissimo al suo meticcio, Massimo D’Alema tempo fa addirittura chiese all’educatore cinofilo dei vip Massimo Perla di insegnare al suo Labrador a camminare sulle passerelle così da poterlo portare con lui anche in barca.  

Ma il binomio politica e amore per gli animali ha una storia lunga e internazionale. Basti pensare al Regno Unito, e alla residenza dei più importanti ministri che è stata anche quella dei loro gatti, presenza fissa nonostante il succedersi dei capi di governo di Sua Maestà. Solo per citare un celebre ‘ospite’ a quattro zampe, tra i più famosi: Jock. Passato alla storia, e non poteva essere altrimenti, considerato il suo padrone d’eccezione. Jock era infatti il micio dal pelo rosso di sir Winston Churchill, che per lui lasciava sempre una sedia vuota a tavola nell’eventualità che il gatto decidesse di tenergli compagnia. Ma Churchill ne era così affezionato che spesso faceva di più, rifiutandosi addirittura di iniziare la cena se Jock non era presente.

Negli anni Settanta, era molto conosciuto Wilberforce, il gatto di Edward Heath, Primo Ministro dal 1970 al 1974. A conquistare il cuore degli inglesi è stato poi Humphrey, scomparso nel 2006, dopo essere stato per diciotto anni ospite al numero 10 di Downing Street. Arrivato negli anni ottanta insieme a Margareth Thatcher, Humprey ha accompagnato il mandato di John Major e di Tony Blair. Oggi è il gatto Larry a spadroneggiare da anni a Downing Street, ha il pelo bianco e nero con la coda tigrata. Il gatto randagio arrivato nel 2011 con Cameron e poi rimasto al fianco di Theresa May, oggi in qualità di ‘capo cacciatore di topi’, ‘divide’ la residenza con un altro coinquilino a quattro zampe. L’attuale premier Boris Johnson ha deciso infatti di allargare la famiglia adottando anche un cane, e a Downing Street è arrivato Dilyn.

Dall’Inghilterra agli Usa. Dove, dopo quattro anni di vuoto, perché i Trump non hanno infatti nessun animale domestico, alla Casa Bianca sono tornati i ‘First dogs’. Non solo: con l’arrivo di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti, ha fatto il suo ingresso alla White House, per la prima volta nella storia, il primo cane trovatello. Major, uno dei pastori tedeschi di Joe e Jill Biden, è stato adottato da un canile dall’attuale coppia presidenziale nel 2018 e ama correre in giardino. L’altro cane dei Biden si chiama Champ, fa parte della famiglia dal 2008 e adora la sua cuccia accanto al caminetto. I cani sono dunque ritornati a Pennsylvania Avenue e con Major e Champ la tradizione si rinnova e consolida: dal famoso Millie di George Bush Senior, a Sully, l’adorato cane di George Bush, a Bo e Sunny, i due amici a quattro zampe di Barack Obama.

 

Maurizio Costanzo